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San Francesco ispira giovani a Assisi: premi, workshop e manifesto 2026

Più di trecento giovani hanno rivissuto il pensiero di San Francesco a Assisi, tra premiazioni, gruppi di lavoro e il nuovo Manifesto 2026.

San Francesco ispira giovani a Assisi: premi, workshop e manifesto 2026

Il centro storico di Assisi, luogo di pellegrinaggi da otto secoli, ha ospitato sabato la quinta edizione nazionale Giovani e Memoria. Oltre trecento partecipanti, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, hanno attraversato i percorsi francescani per confrontarsi con il “pensiero del Poverello” e tradurlo in progetti concreti per il futuro.

Un incontro tra storia e futuro: la V giornata Giovani e Memoria

Organizzata dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, in collaborazione con la Struttura di missione anniversari nazionali, l’Agenzia italiana per la gioventù e il Comitato nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, la manifestazione si è sviluppata in due momenti. Dalle 9 alle 11, i ragazzi sono stati suddivisi in cinque gruppi tematici – Lasciare, Ascoltare, Essere fratelli, Ricordare e Testimoniare – e hanno visitato le basiliche, i chiostri e le strade che hanno custodito le parole del santo.

Gruppi di lavoro e il Manifesto dei giovani

Durante gli incontri, ogni partecipante ha scritto su un foglio personale ciò che non vuole dimenticare, l’impegno concreto da assumere e la lezione più significativa da portare a casa. Le testimonianze raccolte saranno incorniciate nel Manifesto dei giovani di Assisi 2026, un documento collettivo che raccoglie i valori emersi: gratitudine, fraternità, onestà, cura del prossimo e rispetto per l’ambiente. Il lavoro di sintesi, affidato a fra Paride Ammirati, darà forma a una dichiarazione pubblica che verrà presentata nella sala Cimabue del Centro Congressi Colle del Paradiso.

Premio San Francesco: il gesto di Edoardo Consoli e l’allenatore Pietrelli

Il momento più emozionante è stato la consegna del Premio San Francesco al giovane portiere di 9 anni, Edoardo Consoli, di Foiano della Chiana. Durante una finale di calcio a Castiglione del Lago, Edoardo ha ammesso di aver subito un gol non visto, dimostrando una correttezza rara nello sport. Il suo allenatore, Enrico Pietrelli, lo ha sostenuto nel dire la verità all’arbitro, sottolineando che la lealtà deve prevalere sul risultato. L’episodio è stato citato dal ministro Abodi come esempio di come lo sport sia “una straordinaria palestra di vita”.

Il ruolo del ministro Andrea Abodi e gli interventi culturali

Andrea Abodi ha ricordato che San Francesco continua a parlare anche a ottocento anni dalla sua morte, rinnovando quotidianamente i valori che hanno guidato il suo percorso. Il messaggio è che la gratitudine, la fraternità e il rispetto non sono eredità statiche, ma impegni da rinnovare giorno per giorno. Al tavolo delle parole sono intervenuti la cantante Giovanni Caccamo, l’attore Samuele Carrino, il sacerdote padre Enzo Fortunato e il presidente del comitato Davide Rondoni, tutti impegnati a tradurre il pensiero francescano in linguaggi contemporanei.

Riflessioni e prospettive: dal passato alla costruzione del futuro

La giornata si è conclusa con un dibattito aperto nella sala Cimabue, dove i giovani hanno potuto condividere le proprie idee su come applicare i valori francescani ai problemi attuali – dal cambiamento climatico alle sfide sociali. Serena Autieri, madrina dell’evento, ha sottolineato come la storia di San Francesco possa ancora guidare le decisioni quotidiane dei giovani, invitandoli a “ascoltare le domande che il Poverello poneva al suo tempo”. Il Manifesto 2026 diventerà così una bussola per le generazioni future, dimostrando che la memoria è uno strumento vivo per costruire un domani più solidale e consapevole.

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