Il Consiglio camerale di Perugia ha dato il via a un ambizioso programma pluriennale che guiderà le attività della Camera di Commercio dell’Umbria fino al 2031. Con un budget complessivo di 28,6 milioni di euro, distribuiti in media a 4,7 milioni all’anno, il mandato si focalizza su tre leve strategiche: credito più accessibile, supporto all’export e trattenimento dei talenti universitari.
Il documento parte da una diagnosi severa: da più di venticinque anni l’Umbria registra una crescita inferiore alla media nazionale e la produttività non è migliorata nonostante l’aumento dell’occupazione. Le esportazioni sono dominate da pochi settori, in particolare metallurgia e moda, e la concentrazione su poche imprese limita la competitività.
Riduzione degli interessi sui finanziamenti
Nel 2025 i prestiti bancari alle imprese umbre sono calati del 2,7 %, mentre a livello nazionale la tendenza è stata di crescita dello 0,8 %. La contrazione ha colpito soprattutto le micro-e piccole realtà e quelle con difficoltà finanziarie. Per alleggerire il costo del denaro, la Camera intende riprendere e potenziare le misure sperimentate con la Regione, mirando a tagliare il peso degli interessi sui finanziamenti. Sono previsti sia strumenti tradizionali sia forme di credito agevolato, supportati da un monitoraggio più tempestivo dei segnali di crisi.
Ricostituzione del Centro Estero per le imprese esportatrici
Le piccole imprese spesso non hanno le risorse per affrontare fiere internazionali, analizzare la domanda estera o trovare partner affidabili. Per questo il piano prevede la ricostituzione del Centro Estero, un organismo condiviso che in passato ha accompagnato le aziende verso mercati esteri. Il nuovo centro dovrà collaborare con ICE, le Camere di Commercio italiane all’estero e altri attori dell’export, fornendo consulenza su strategie di vendita, contatti commerciali e analisi di mercato.
Obiettivi concreti del Centro Estero
Il Centro intenderà, tra le altre cose, supportare le imprese già operanti all’estero a rafforzare la loro presenza, oltre a individuare quelle che, pur operando solo in Italia, hanno il potenziale per esportare. L’obiettivo è creare una rete di accompagnamento che riduca le barriere operative e di costo per le imprese di dimensioni ridotte.
Contributo pubblico agli stipendi dei laureati
L’Umbria registra una delle più alte percentuali di laureati in Italia: il 35,3 % dei residenti tra i 25 e i 39 anni ha una laurea, ma nel 2024 il saldo migratorio è stato negativo per 449 laureati, di cui 374 giovani. Per contrastare il fenomeno, la Camera, in collaborazione con la Regione, sperimenterà un contributo pubblico aggiuntivo allo stipendio per alcune centinaia di laureati assunti dalle imprese locali. L’iniziativa vuole colmare il divario salariale rispetto alle offerte presenti in altre regioni o all’estero.
Il presidente Giorgio Mencaroni ha dichiarato: “Non possiamo più permetterci di esportare i nostri talenti migliori. Proponiamo una sperimentazione ambiziosa rivolta ad alcune centinaia di laureati, prevedendo un contributo pubblico aggiuntivo rispetto alla retribuzione garantita dalle imprese”. I dettagli sul valore del contributo, la durata e i requisiti saranno definiti nei prossimi mesi.
Innovazione digitale e sostenibilità
Il piano include anche una forte spinta alla trasformazione digitale: potenziamento dei Punti Impresa Digitale, formazione all’intelligenza artificiale per le PMI, e sostegno a progetti di efficienza energetica, decarbonizzazione ed economia circolare. Nell’ambito turistico, la Camera manterrà il ruolo nell’Organismo di Gestione della Destinazione, promuovendo collegamenti tra borghi, eventi e produzioni locali per attrarre nuovi segmenti di mercato.
Per quanto riguarda le infrastrutture, il programma prevede studi su una nuova stazione ad alta velocità, collegamenti ferroviari più efficienti con l’aeroporto e la gestione della crisi idrica del lago Trasimeno.
Infine, il documento evidenzia la necessità di rinnovare il personale interno: su 67 dipendenti attuali, 38 posti sono vacanti e il 94 % ha più di 50 anni. Il reclutamento di nuovi talenti e la formazione continua sono ritenuti indispensabili per assicurare l’attuazione efficace del piano.



