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Manifestazioni a Perugia e Terni contro il caro vita e le spese militari

Proteste a Perugia e Terni: studenti, famiglie e operai marciavano per costi più bassi, pace e università libere.

Manifestazioni a Perugia e Terni contro il caro vita e le spese militari

Una mobilitazione su scala nazionale, indetta dal sindacato autonomo Usb, ha avvolto l’Umbria nella mattina di ieri. Circa settantacento persone – studenti, lavoratori e genitori – hanno riempito le strade di Perugia e Terni per protestare contro l’ incremento dei prezzi, le spese militari e le difficoltà del sistema scolastico. Il messaggio, semplice ma incisivo, è stato quello di chiedere alla classe politica un riallocamento delle risorse verso la sanità, l’istruzione e la vita quotidiana dei cittadini.

Il corteo di Perugia: percorso, occupazioni e risposta delle forze dell’ordine

Il corteo ha lasciato Piazza Partigiani intorno alle nove, snodandosi per il centro storico, attraversando piazza IV Novembre, piazza Grimana e Porta Conca, per arrivare infine nella zona di Fontivegge. La Questura di Perugia ha comunicato che i partecipanti si aggiravano intorno ai settecento, supportati da carabinieri e polizia locale. L’ambiente era festoso, con canti di “Rossa primavera”, bandiere cubane e striscioni che invocavano “Meglio marciare che marcire”.

Occupazione della stazione di Fontivegge e dei binari

Al culmine della marcia, una piccola frazione di manifestanti ha deciso di occupare i binari della stazione ferroviaria di Fontivegge. Il gesto, pur mantenendosi pacifico, ha provocato la sospensione temporanea del traffico ferroviario: le autorità hanno dovuto intervenire per ripristinare il libero transito dei treni. Intorno alle tredici, la Digos, con l’ausilio del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica, ha avviato le indagini per identificare i responsabili e valutare eventuali responsabilità penali o amministrative.

Parallelamente, alcuni studenti e membri del collettivo “Cambiare Rotta” hanno occupato l’edificio della Facoltà di Filosofia, chiedendo un’università libera dalla guerra e più accessibile. Il loro mini-comizio ha richiesto la gratuità effettiva dei corsi e la fine delle politiche belliche che, a loro avviso, sottraggono risorse fondamentali alla formazione.

Il corteo di Terni: richieste, simboli e ricadute sulla viabilità

A Terni, centinaia di manifestanti si sono radunati in Largo Minzoni, da dove è partito un corteo tracciato da una grande bandiera palestinese. Il percorso ha toccato l’Ufficio Scolastico Provinciale e diverse vie del centro, spargendo cartelli con slogan come “Giù le armi – Su i salari” e “Contro guerre e carovita repressione”. Famiglie con bambini, lavoratori e studenti hanno sfilato insieme, creando un’atmosfera di unità contro le politiche che, a loro avviso, stanno “strangolando la popolazione”.

Impatto sui servizi ferroviari

Il blocco dei binari di Perugia ha avuto ripercussioni su tutta la rete regionale: inizialmente due treni sono stati costretti a fermarsi, ma l’effetto a catena ha coinvolto dieci convogli, con ritardi e cancellazioni fino a Ponte San Giovanni. Nonostante la rapidità dell’intervento delle forze dell’ordine, la giornata di viaggiatori è stata segnata da disagi notevoli, soprattutto per chi si dirigeva verso Roma o Firenze.

Le autorità hanno ribadito che la protesta si è svolta in gran parte in maniera pacifica e che, grazie al coordinamento tra Questura, Carabinieri e Polfer, è stato possibile ripristinare la normalità entro le ore pomeridiane. Tuttavia, le indagini della Digos continuano, con l’obiettivo di identificare chi ha superato i limiti dell’azione simbolica occupando i binari per più di trenta minuti.

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