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Perugia: la protesta ‘Blocchiamo tutto’ riunisce 700 cittadini

Settecento persone hanno marciato per le vie di Perugia, hanno occupato i binari e hanno scatenato un rapido intervento delle autorità.

Perugia: la protesta ‘Blocchiamo tutto’ riunisce 700 cittadini

Venerdì mattina, il coordinamento dell’Unione Sindacale di Base ha lanciato la manifestazione “Blocchiamo tutto” per denunciare il carovita e l’economia di guerra. La Questura di Perugia ha attivato un servizio di ordine specifico, con il supporto dell’Arma dei carabinieri e della Polizia Locale, per garantire che la protesta si svolgesse in maniera pacifica e per contenere eventuali disagi per la cittadinanza.

Svolgimento della marcia e percorso del corteo

Il corteo è partito dalle piazza Partigiani intorno alle 9, percorrendo viale Indipendenza, piazza Italia, via Baglioni e piazza IV Novembre, per poi dirigersi verso piazza Fortebraccio e via Capitini, fino a raggiungere la stazione ferroviaria di Fontivegge. Si stima che il numero dei partecipanti sia stato di circa 700 persone, tra cui studenti, lavoratori e famiglie. Lungo tutto il tragitto le forze dell’ordine hanno garantito vigilanza continua, accompagnando i manifestanti e monitorando il flusso del traffico urbano.

Occupazione dei binari e risposta delle forze dell’ordine

Arrivati alla stazione, alcuni esponenti del corteo hanno occupato i binari, trasformando la protesta in una dimostrazione di carattere pacifico ma capace di interrompere temporaneamente la circolazione dei treni. Inizialmente la situazione è stata gestita rapidamente, ma un gruppo più consistente di manifestanti ha continuato a sostare sui binari, costringendo le autorità a intervenire nuovamente. Grazie al dialogo promosso dal personale della Questura, verso le 13 è stato possibile sgomberare definitivamente i binari, consentendo il ripristino della circolazione ferroviaria con disagi contenuti.

Indagini della DIGOS

Al termine dell’evento, la DIGOS, in collaborazione con il Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica, ha avviato le prime indagini per identificare i soggetti coinvolti nella permanenza sui binari. L’obiettivo è valutare eventuali responsabilità penali o amministrative, assicurando che l’azione rimanga entro i limiti della legge. Al momento non sono state rese pubbliche ulteriori informazioni sui risultati delle indagini.

Contesto e richieste dei manifestanti

Gli slogan che hanno animato la manifestazione – “Non ce la facciamo più, non vogliamo vivere in un futuro non adatto a noi” – hanno messo in evidenza le difficoltà economiche percepite dalla popolazione: salari stagnanti, prezzi elevati di energia e carburante e una crescente insoddisfazione verso le politiche di riarmo. La protesta di Perugia si è inserita in un più ampio movimento nazionale, con oltre 60 città coinvolte e un milione di lavoratori stimati presenti in varie piazze del Paese.

La giornata perugina ha dimostrato la capacità di organizzazione dell’Unione Sindacale di Base e la prontezza delle autorità locali nel gestire un evento di rilevanza pubblica, mantenendo la dimensione pacifica della protesta e limitando i disagi per la cittadinanza.

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