Durante la manifestazione nazionale organizzata da Confcommercio a Bari, la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha espresso la volontà di presentare la città alla gara europea per il Capitale del piccolo commercio 2028. L’intervento, inserito nel dibattito intitolato “Governare le città e tutelare la prossimità con gli strumenti degli amministratori locali”, ha evidenziato come il commercio di vicinato possa diventare il motore di una rinascita sociale e urbana.
Annuncio ufficiale e motivazioni della candidatura
Ferdinandi ha sottolineato che il progetto non è una semplice corsa a un riconoscimento, ma un’opportunità per costruire un futuro condiviso tra le associazioni di categoria, le imprese e tutti i cittadini peruviani. “Vogliamo candidare Perugia a Capitale europea del piccolo commercio 2028, costruendo un percorso condiviso con le associazioni di categoria, le imprese e tutta la città”, ha dichiarato la sindaca, ribadendo che la rigenerazione urbana deve partire dal cuore delle strade, dai negozi di quartiere che animano la vita quotidiana.
Il ruolo della sindaca e l’esperienza personale
Nel suo discorso, Ferdinandi ha ricordato la propria esperienza di giovane imprenditrice: a 24 anni aprì un locale in una zona di Perugia allora segnata dal degrado e dall’insicurezza. “Quell’esperienza mi ha insegnato che un’impresa può generare un valore che va ben oltre il proprio fatturato. Un negozio che apre, una strada che torna a essere frequentata, un quartiere che ritrova vitalità sono anche presìdi di sicurezza e strumenti di rigenerazione urbana”, ha spiegato, illustrando il legame diretto tra attività commerciale e coesione sociale.
Obiettivi concreti della proposta
La candidatura punta a ribaltare la narrazione negativa che associa il piccolo commercio solo a chiusure e crisi. Ferrandini ha invitato a raccontare la bellezza dell’intraprendere, il coraggio di investire in un’idea e la capacità di trasformare un pezzo di città in luogo di incontro. Il progetto prevede iniziative mirate a far emergere una nuova generazione di imprenditori e imprenditrici, fornendo loro strumenti, competenze e opportunità per avviare attività innovative.
Valorizzazione del commercio di prossimità
Secondo la sindaca, il commercio di prossimità produce un valore pubblico enorme in termini di sicurezza, vivibilità e coesione sociale. Tuttavia, non è sostenibile chiedere ai soli commercianti di sostenere l’intero peso di questi benefici. È necessario un impegno coordinato delle istituzioni nazionali, con politiche integrate che includano mobilità, riqualificazione degli spazi pubblici, cultura e servizi. La storia di Perugia vuole diventare un laboratorio di innovazione per dimostrare come questi elementi possano convivere armoniosamente.
Prospettive per i giovani e il ricambio generazionale
Un punto centrale del percorso è la promozione del ricambio generazionale. La candidatura intende creare percorsi formativi e di mentoring per i giovani, favorendo l’adozione di tecnologie digitali e pratiche di sostenibilità. “La sfida non è soltanto difendere le attività esistenti, ma creare le condizioni perché ne nascano di nuove”, ha affermato Ferdinandi, evidenziando l’importanza di un patto nuovo tra amministrazioni, associazioni di categoria e imprese.
Il cammino verso il titolo europeo
Per la procedura di selezione, Perugia rientra nella categoria “Vibrant City”, riservata alle realtà con popolazione compresa tra 50.000 e 250.000 abitanti. Il percorso prevede la redazione di un dossier dettagliato che raccolga dati sul tessuto commerciale, gli interventi già realizzati e le misure di sostegno alle imprese. L’assessore al commercio, Andrea Stafisso, ha confermato il lavoro avviato con Confcommercio Umbria e il mandamento della città, sottolineando l’intento di ampliare il gruppo di lavoro includendo università, enti e soggetti del mondo culturale ed economico.
Il riconoscimento, se ottenuto, garantirà a Perugia una maggiore visibilità a livello europeo, scambi di buone pratiche e supporto tecnico, ma non comporterà finanziamenti diretti. L’obiettivo, quindi, è sfruttare la vetrina europea per accelerare le politiche locali, consolidare la coesione territoriale e rendere la città un modello di sviluppo sostenibile per il piccolo commercio.



