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Cessione del Perugia Calcio: ancora nessun fondo, nuovi rinvii

La cessione del Perugia Calcio continua a inciampare tra promesse inframmezzate e silenzi dei potenziali acquirenti.

Cessione del Perugia Calcio: ancora nessun fondo, nuovi rinvii

Il Perugia Calcio è da mesi al centro di una storia che ricorda più una telenovela che una semplice operazione societaria. Dopo la firma del preliminare di acquisto delle quote avvenuta il 3 agosto, le parti coinvolte – il gruppo Arena Curi, l’attuale proprietario Javier Faroni e il futuro presidente sportivo Alessandro Gaucci – avrebbero dovuto concludere la trattativa entro la prima settimana di novembre. Tuttavia, le promesse di chiusura si sono trasformate in una serie di rinvii, lasciando i tifosi e gli osservatori in una condizione di crescente incertezza.

Il percorso della cessione: dalla firma preliminare ai continui rinvii

Il 3 agosto, arena Curi ha firmato un contratto preliminare per rilevare le quote del club. All’epoca, il calendario previsto prevedeva un closing a inizio settembre, con la presentazione del nuovo fondo investitore e la comunicazione di tutti i soggetti coinvolti. Il mese di settembre è trascorso senza alcun atto definitivo: la data è stata spostata prima a fine mese, poi a 2 ottobre, data in cui avrebbe dovuto concretizzarsi un acquisto di minoranza da parte di Mauro Ricci. Anche questo passo è rimasto in sospeso, così come il successivo annuncio previsto per il 23 ottobre. Finora, nessun comunicato è stato pubblicato, alimentando dubbi sulla reale disponibilità di capitali.

Il misterioso fondo londinese e le dichiarazioni di Arena Curi

La soluzione individuata da Arena Curi prevede il coinvolgimento di un fondo con sede a Londra, presentato come unico capofila dopo la scomparsa di altri potenziali investitori. Tuttavia, il giorno in cui doveva essere rilasciato il comunicato ufficiale, le linee di contatto tra il fondo e Arena Curi si sarebbero interrotte. Il gruppo ha riferito che finalità burocratiche avrebbero ostacolato una comunicazione chiara, impedendo agli acquirenti di emergere “allo scoperto”. Finora, non sono emersi dettagli concreti sul fondo né sulle condizioni economiche offerte, e l’assenza di un documento formale ha inasprito il malcontento nella cittadinanza.

Reazioni in città e impatto sulla squadra

La mancata trasparenza ha generato un clima di frustrazione tra i sostenitori perugini. I tifosi, già delusi dalle molteplici proroghe, chiedono chiarezza e temono ripercussioni sul progetto sportivo guidato da Alessandro Gaucci. Parallelamente, la squadra, guidata da Mauro Ricci che ha già coperto almeno una parte della scadenza del 16 ottobre, continua a lottare nella Serie C. Sul fronte calcistico, la programmazione delle partite ha subito variazioni: l’inizio del match contro il Torres, previsto per le 20:30, è stato spostato alle 20:45, e la gara del 31 ottobre contro il Guidonia si avvicina con un’atmosfera ancora più carica di attesa.

Al momento, la speranza è che nei prossimi giorni il club pubblichi una nota ufficiale sul sito, indicando la data definitiva del closing. Alcuni ipotizzano il 4 novembre come possibile termine, ma ogni previsione resta condizionata alla conferma del fondo londinese. Una cosa appare certa: tutti gli attori coinvolti sembrano intenzionati a non prolungare ulteriormente la fase di attesa, per evitare di compromettere la stabilità finanziaria e sportiva del Perugia.

Nel frattempo, l’atto più tangibile è la continuità di Mauro Ricci come possibile futuro vicepresidente, con il compito di garantire liquidità immediata al club. La presenza di un amministratore delegato nominato dal fondo, se confermata, darebbe ulteriore solidità al progetto, ma resta ancora da capire come si integrerà nel già avviato percorso sportivo. L’intera vicenda, con i suoi continui silenzi, rimane al centro dell’attenzione di una cittadinanza che vuole vedere il Grifo tornare a volare in alto.

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