29 ottobre 2026 🌤 16°

Due arresti per violazione dei provvedimenti di allontanamento a Deruta e Perugia

Due arresti confermano l’efficacia delle misure cautelari contro la violenza domestica in Umbria.

Due arresti per violazione dei provvedimenti di allontanamento a Deruta e Perugia

Nel corso dell’ultimo fine settimana la Polizia di Stato, più esattamente la Stazione dei Carabinieri di Perugia, ha effettuato due operazioni di emergenza in risposta a segnalazioni di violazione di provvedimenti di allontanamento. I casi, avvenuti rispettivamente a Deruta e a Perugia, hanno coinvolto due soggetti di età diversa ma entrambi già noti alle forze dell’ordine per episodi di violenza familiare. Le indagini, condotte in stretta collaborazione con le Procure di Spoleto e Perugia, hanno portato all’arresto in flagranza di entrambi gli uomini, dimostrando la prontezza dell’intervento giudiziario quando le misure cautelari vengono disattese.

Deruta: un uomo di 49 anni catturato sotto casa dell’ex compagna

Il primo caso riguarda un cittadino di 49 anni che, nonostante il divieto di avvicinamento emanato dal Tribunale di Spoleto, si è presentato nei pressi dell’abitazione della propria ex partner. La donna aveva già attivato la procedura del Codice rosso a seguito di precedenti episodi di maltrattamenti, ottenendo un ordine restrittivo. Quando ha segnalato la presenza dell’uomo al numero unico di emergenza 112, i Carabinieri si sono recati sul posto, lo hanno individuato e bloccato prima che potesse avvicinarsi ulteriormente. Dopo aver seguito le formalità di rito, l’uomo è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia di Perugia, dove rimane a disposizione della Procura di Spoleto.

Misure giudiziarie disposte dal giudice di Spoleto

Il giudice ha convalidato l’arresto e ha rafforzato le misure cautelari: divieto di dimora nel comune di Deruta, divieto di avvicinamento alla vittima entro 200 metri e l’imposizione di un braccialetto elettronico. Tali provvedimenti, vigenti fino a nuova revisione, mirano a garantire la sicurezza della donna e a prevenire ulteriori incursioni nello spazio privato. La decisione evidenzia la severità con cui i tribunali umbri stanno trattando i casi di violenza domestica, soprattutto quando vengono attivate misure di protezione d’urgenza.

Perugia: un uomo di 39 anni trovato all’interno dell’abitazione della madre

Il secondo intervento ha avuto luogo nella capitale provinciale, dove un cittadino di 39 anni è stato individuato all’interno dell’appartamento della propria madre. Anche in questo caso era in vigore un divieto di avvicinamento, disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia e applicato a partire da aprile. La madre, temendo per la propria incolumità, ha chiamato il 112; il Nucleo radiomobile dei Carabinieri ha risposto prontamente, ha verificato la presenza del soggetto e lo ha fermato sul posto.

Trasferimento al carcere di Capanne

Dopo le procedure di identificazione, il 39enne è stato consegnato alla Procura di Perugia e, su disposizione del pubblico ministero, è stato trasferito al carcere di Capanne. La violazione del provvedimento di allontanamento costituisce reato penale, suscettibile di aggravanti se accompagnata da comportamenti minacciosi o intimidatori. L’arresto dimostra l’applicazione concreta delle decisioni giudiziarie e la volontà delle forze dell’ordine di non tollerare alcuna infrazione del ordine di protezione, anche quando avviene all’interno della stessa abitazione familiare.

Riflessioni sul ruolo delle misure cautelari in Umbria

Questi due casi evidenziano come le misure cautelari – divieto di avvicinamento, divieto di dimora e sorveglianza elettronica – siano strumenti fondamentali per contenere la violenza domestica e proteggere le vittime. L’efficacia di tali provvedimenti dipende però dalla capacità di monitorare tempestivamente le violazioni e di intervenire senza indugio. La collaborazione tra Carabinieri, Procure e Tribunali umbri, unitamente all’utilizzo del numero unico di emergenza 112, ha consentito di arrestare i due individui prima che potessero compiere ulteriori aggressioni. L’esperienza di Deruta e Perugia dovrebbe servire da modello per altre province, mostrando che l’applicazione rigorosa delle decisioni giudiziarie può ridurre significativamente il rischio di ricorrenza degli abusi.

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