Nel pomeriggio del 21 ottobre 2026 gli agenti del Commissariato di Foligno sono stati chiamati in una piccola autofficina della zona per gestire una disputa tra la titolare e un cliente di 68 anni. L’uomo, già inserito nei registri della Polizia di Stato per precedenti legati a truffe e a insolvenze fraudolente, aveva ritirato il veicolo affidato all’officina settimane prima, ma non aveva ancora versato il compenso per le riparazioni eseguite.
La dinamica del confronto in officina
Secondo le ricostruzioni degli agenti, al momento della riconsegna il cliente aveva chiesto e ottenuto una automobile sostitutiva per poter utilizzare il mezzo durante l’intervento. Quando, qualche giorno dopo, è tornato per ritirare la propria auto, ha richiesto un breve giro di prova. La titolare, per accontentarlo, ha acconsentito a condizione che fosse presente anche un dipendente dell’officina, così da garantire la sicurezza dell’operazione.
Il giro di prova che è degenerato
Durante i primi minuti di guida, l’uomo ha iniziato a lamentarsi della presunta scarsa qualità del lavoro svolto. Improvvisamente, ha fermato il veicolo all’interno del parcheggio, ha ordinato al dipendente di scendere e ha chiesto di ritornare in officina con l’autovettura di cortesia, che era ferma lì. Successivamente ha dichiarato di voler riprendere il proprio veicolo, ma ha rifiutato categoricamente di pagare l’importo di oltre 3.000 euro richiesto per le riparazioni.
Intervento della Polizia e denuncia per insolvenza fraudolenta
Il dipendente, temendo un’escalation violenta, ha immediatamente informato la titolare, la quale ha contattato le forze dell’ordine. Gli agenti, giunti sul luogo, hanno ricostruito passo per passo la discussione, identificato il cliente e verificato la sua identità. Dopo aver accertato i fatti, il sospetto è stato posto sotto accusa per insolvenza fraudolenta e la denuncia è stata inviata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto.
Il procedimento è ancora in corso: l’uomo dovrà comparire davanti al giudice, ma, come per ogni imputazione penale, si presume innocente fino a prova contraria. La vicenda ha comunque messo in luce la necessità per le piccole attività di avere protocolli chiari per la consegna di veicoli sostitutivi e per la gestione di clienti con precedenti penali.



