Durante l’incontro nazionale organizzato da Confcommercio a Bari, la città di Perugia ha ufficialmente presentato il suo progetto di candidatura per diventare capitale europea del piccolo commercio nel 2028. L’annuncio è stato pronunciato dalla sindaca Vittoria Ferdinandi, affiancata dall’assessore al commercio Andrea Stafisso, all’interno della tavola rotonda dedicata a “Governare le città e tutelare la prossimità con gli strumenti degli amministratori locali”. La scelta di presentare la proposta in un contesto così nazionale intende dare visibilità al modello perugino e invitare altre realtà a condividere le proprie esperienze.
Il piccolo commercio come volano di rigenerazione urbana
Ferdinandi ha evidenziato come il piccolo commercio rappresenti un valore pubblico fondamentale per la sicurezza, la vivibilità e la coesione sociale dei quartieri. Secondo la sindaca, la narrazione attuale è troppo spesso incentrata sulle difficoltà e le chiusure, rischiando di allontanare le nuove generazioni. Il nuovo approccio, quindi, punta a raccontare il coraggio di avviare un’attività, la capacità di trasformare uno spazio urbano e la speranza di creare imprenditorialità giovanile capace di rivitalizzare le strade.
Esperienza personale della sindaca
Vittoria Ferdinandi ha ricordato la propria avventura d’impresa: a ventiquattro anni aprì un locale in una zona di Perugia allora segnata da degrado e insicurezza. L’attività, con il tempo, divenne un punto di incontro per i residenti e contribuì a ridurre il senso di abbandono. “Un negozio che apre può ricostituire la vita di un quartiere, generare sicurezza e favorire la riqualificazione urbana”, ha sottolineato, confermando che la desertificazione commerciale è un fenomeno che può essere invertito con iniziative concrete.
Un percorso partecipato e le prossime fasi operative
La candidatura non è concepita come una semplice gara di prestigio, ma come un laboratorio di politiche integrate per le città. Ferdinandi ha illustrato la necessità di unire mobilità, riqualificazione degli spazi pubblici, cultura, sicurezza e servizi, coinvolgendo fin dall’inizio i commercianti nei processi decisionali. “Non esiste una politica efficace per il commercio separata da quella per la città”, ha affermato l’assessore Stafisso, proponendo la costituzione di un nuovo patto tra amministrazione, associazioni di categoria e imprese.
Il progetto è già supportato da Confcommercio Umbria e dal mandamento di Perugia, che hanno collaborato alla redazione del dossier di candidatura. Il prossimo passo prevede l’ampliamento del gruppo di lavoro includendo università, enti locali, realtà culturali e rappresentanti del mondo economico, per garantire che la candidatura rifletta le esigenze dell’intera cittadinanza. Tra le azioni concrete si segnala la creazione di percorsi di formazione digitale per i commercianti, incentivi all’innovazione e programmi di mentoring per i giovani imprenditori.
Obiettivi concreti per il 2028
Se la domanda verrà accettata, Perugia intende trasformare il proprio territorio in un modello europeo di economia di prossimità. Gli obiettivi principali includono: aumentare del 20% la presenza di attività commerciali di nuova generazione entro il 2028, ridurre del 15% i locali vuoti nei centri storici e nelle frazioni, e migliorare la percezione di sicurezza dei cittadini attraverso iniziative congiunte tra commercio e forze dell’ordine. Il successo della candidatura sarà misurato non solo dal riconoscimento europeo, ma dall’impatto reale sulla qualità della vita dei perugini.



