Dal 30 ottobre al 1° novembre la cittadina di Cascia diventa il fulcro di una rassegna che unisce tradizione, territorio e sperimentazione. La 25ª Mostra Mercato dello Zafferano si svolge nei luoghi simbolo del centro storico, mentre la città festeggia anche i venti anni del Presidio Slow Food della Roveja di Civita di Cascia. L’evento propone degustazioni, laboratori, mostre artistiche e una serie di iniziative dedicate a tutti i gusti, dal più tradizionale al più avanguardista.
Lezione inaugurale con gli studenti degli istituti alberghieri
La giornata di apertura è stata segnata da una lezione congiunta organizzata tra tre istituti di formazione culinaria: l’Istituto Alberghiero De Carolis di Spoleto (sede di Roccaporena), il Istituto Costaggini di Rieti e l’Istituto Alberghiero di Assisi. Gli allievi – tra cui Vincenzo Tarsia, Matteo Bennati ed Emanuele Brunori – hanno sperimentato ricette a base di zafferano e roveja sotto la guida dei docenti Nello Baldelli e Giulia Ciancaleoni. Parallelamente, l’Istituto di Pianificazione Industriale Agroalimentare (IPIA) ha presentato le proprie ricerche sulla tecnologia di coltivazione dello zafferano, mentre gli studenti del Liceo scientifico hanno illustrato le proprietà organolettiche della spezia.
25ª Mostra Zafferano e 20 anni di Presidio Slow Food della Roveja
Il cuore dell’evento è la Mostra Mercato, che quest’anno si distingue per l’integrazione della Roveja, legume storico della Valnerina, con il tema centrale dello zafferano. In Piazza Garibaldi è stata allestita un’area esclusiva dedicata alla Roveja, dove i visitatori possono toccare con mano la filiera corta e apprendere l’importanza della sostenibilità ambientale. I produttori locali hanno offerto assaggi guidati, mentre i ristoratori hanno creato menù speciali, come la famosa “impastoiata di farro e roveja” arricchita da fonduta di pecorino allo zafferano e salsiccia croccante, presentata dagli studenti dell’Istituto Alberghiero di Assisi.
Il cooking show dei giovani chef
Il cooking show del 30 ottobre ha visto protagonisti i giovani talenti degli istituti di Spoleto-Roccaporena, Rieti e Assisi, che hanno mescolato creatività e radici contadine. Il piatto realizzato ha messo in luce la versatilità della spezia dorata, dimostrando come la tradizione possa dialogare con la ricerca gastronomica contemporanea. Il pubblico ha potuto degustare le creazioni, scoprendo nuovi abbinamenti e comprendendo il valore culturale del prodotto.
Zafferano oltre la cucina: cosmetica, arte e percorsi esperienziali
L’edizione 2026 ha spinto lo zafferano oltre i confini della tavola, esplorando sue applicazioni in cosmesi naturale e in arte. Grazie alla collaborazione con artigiani locali, è nata una linea di prodotti per la cura della pelle a base di estratto di zafferano e latte di capra autoctona, prova tangibile della capacità del territorio di innovare senza tradire la propria identità. Parallelamente, l’iniziativa “Le Vie dell’Oro” ha offerto due percorsi immersivi: il Racconto, un itinerario culturale-sensoriale per scoprire il borgo, e l’Itinerario del Gusto, una serie di degustazioni curate da chef locali. Entrambe le proposte hanno messo in luce la sinergia tra cibo, arte e territorio, invitando i visitatori a vivere un’esperienza multisensoriale completa.
Con una programmazione che si estende fino a domenica primo novembre, la manifestazione dimostra come la valorizzazione di un prodotto tipico possa diventare leva per lo sviluppo economico e culturale di una comunità. Guardando ai prossimi venticinque anni, gli organizzatori puntano a consolidare il ruolo di Cascia come punto di riferimento per la gastronomia buona, pulita e giusta, lasciando aperta la strada a nuove iniziative che continueranno a celebrare l’oro rosso dell’Umbria.



