Nel biennio 2025-2026 il Punto impresa digitale (Pid) della Camera di commercio dell’Umbria ha esaminato 177 imprese della regione, suddividendole in tre categorie in base all’uso dell’intelligenza artificiale (IA). La prima comprende 32 imprese (18,1%) che hanno già integrato la tecnologia nei propri processi, la seconda raggruppa 61 realtà (34,5%) che prevedono investimenti entro i prossimi tre anni, mentre la terza, più numerosa, raccoglie 84 aziende (47,4%) che non hanno ancora in programma l’introduzione dell’IA.
Zoom 4.0: la diagnosi digitale che parte dalla necessità reale
Il servizio gratuito Zoom 4.0 ideato dal Pid, è un assessment guidato che permette ai digital promoter di analizzare con le imprese gli strumenti disponibili, il flusso informativo e le attività migliorabili. Al termine dell’esercizio, ogni azienda riceve un profilo di maturità digitale su una scala da zero a cinque e indicazioni sulle possibili direzioni di sviluppo.
Come sottolinea Federico Sisti segretario generale dell’ente camerale, “la prima domanda non dovrebbe essere quale programma comprare, ma quale problema aziendale risolvere”. Per esempio, la duplicazione nella trascrizione degli ordini, la mancanza di integrazione tra magazzino e amministrazione o la scarsa capacità di trasformare i dati in decisioni operative sono tutti scenari in cui l’IA può intervenire con un impatto misurabile.
Il valore della diagnosi rispetto alla semplice acquisizione di software
Secondo Sisti, il vero ritardo non si colma contando i programmi installati, ma garantendo che le informazioni arrivino ai decisori, che il personale sia formato e che gli strumenti si integrino nella quotidianità. Un artigiano, un albergo o un’impresa metalmeccanica, ad esempio, non possono ricevere lo stesso consiglio tecnologico; la personalizzazione della soluzione è quindi imprescindibile.
Indicazioni statistiche e confronto con il contesto nazionale
I dati Istat 2025 mostrano che, tra le Imprese umbre con almeno dieci dipendenti, il 46% utilizza l’analisi dei dati, rispetto al 42,7% a livello nazionale. L’uso di servizi cloud avanzati si attesta al 70,3% (contro il 68,1% italiano). Tuttavia, solo il 73,8% delle aziende raggiunge un livello di intensità digitale di base, sei punti percentuali inferiore alla media nazionale (79,8%) e quasi sette punti rispetto alla Toscana (80,7%).
Per quanto riguarda i sistemi gestionali integrati, l’Umbria registra il 44,5% delle imprese con tali soluzioni, contro il 49,5% del Paese. Questi dati evidenziano come l’adozione di tecnologie non si traduca automaticamente in efficienza operativa se non è accompagnata da un cambiamento organizzativo.
Big Data e intelligenza artificiale: situazioni attuali
Nel campione analizzato, 52 imprese (29,4%) hanno già attivato strumenti di big data mentre altre 57 le stanno valutando. Le aziende con IA operativa mostrano un punteggio medio di maturità digitale di 2,90 su cinque; quelle in fase di pianificazione si fermano a 2,80 mentre le aziende inattive hanno una media di 2,60.
Nuove realtà e prospettive future per l’Umbria
Il Registro delle imprese indica una crescita esplosiva delle startup innovative umbre: da 21 a fine 2022 a 170 al 1° ottobre 2026, un incremento di circa 710%. Al contrario, le piccole e medie imprese innovative sono passate da 49 a 50, rimanendo quasi stazionarie. In totale, la regione conta 220 imprese nel segmento dell’innovazione.
A livello nazionale, Unioncamere e Dintec, analizzando più di 20.000 autovalutazioni Selfi 4.0 hanno osservato un aumento della quota di imprese che utilizzano l’IA dal 13,1% del 2024 al 19,5% del 2025. Sebbene le metodologie siano differenti, i risultati convergono sull’importanza di una maturità organizzativa e di competenze adeguate per sfruttare le nuove tecnologie.
Il Pid collabora con altri servizi camerali, come Selfi 4.0 per l’autovalutazione e programmi di formazione sulla sicurezza informatica, fornendo al contempo orientamento verso strutture specializzate. Questo percorso di supporto si pone come ponte tra gli incentivi per la doppia transizione digitale-ecologica e le reali esigenze operative delle imprese tradizionali.



