Un accordo formale tra Avis Regionale Umbria e Confindustria Umbria mira a radicare nelle imprese umbre la cultura della donazione volontaria di sangue e plasma. La collaborazione, sottoscritta dai rappresentanti delle due realtà associative, definisce impegni operativi per promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte ai lavoratori e per facilitare l’accesso alle donazioni all’interno degli ambienti di lavoro.
L’intesa nasce dall’idea che le aziende non siano soltanto luoghi di produzione, ma anche spazi di responsabilità sociale in cui incoraggiare comportamenti che rispondano a bisogni collettivi. Con iniziative coordinate sarà possibile informare, organizzare raccolte e riconoscere pubblicamente l’impegno delle imprese che partecipano attivamente alla causa.
Impegni reciproci e modalità operative indicate nel protocollo
Nel documento Confindustria Umbria si impegna a promuovere tra le aziende associate campagne condivise con Avis regionale, a favorire la disponibilità organizzativa per donazioni in azienda e a sostenere la partecipazione alle iniziative associative, a partire dalla Giornata mondiale del donatore di sangue che si celebra il 14 giugno. Avis Regionale Umbria, da parte sua, si è impegnata a realizzare sinergie operative con Confindustria Umbria e con le singole aziende disponibili, con l’obiettivo di diffondere una cultura della prevenzione e della solidarietà sul tema della donazione di sangue e dei suoi componenti.
Tra le previste ricadute concrete vi è la consegna di attestazioni a quelle imprese che aderiranno concretamente alle raccolte o ad altre iniziative congiunte, una forma di riconoscimento che valorizza l’impegno aziendale e lo rende comunicabile all’interno della comunità locale.
Dati regionali sulla raccolta e l’obiettivo di autosufficienza
Al 31 gli associati Avis in Umbria erano 30.821e i donatori Avis hanno garantito il 96,6% del sangue e degli emocomponenti raccolti nella regione. Nel corso dell’anno sono state effettuate 35.740 donazioni di sangue intero e 3.311 donazioni in aferesi (plasma), con una lieve flessione del 2,26% rispetto all’anno precedente, il 2026.
La questione specifica del plasma
La raccolta di plasma presenta ancora margini di miglioramento: la quantità raggiunta è stata di 11.043 chilogrammiinferiore all’obiettivo programmato di almeno 12.000 chilogrammi. Questo gap sottolinea l’importanza di intensificare le campagne e di coinvolgere nuovi donatori, oltre a rendere strategica la collaborazione con il mondo imprenditoriale per evitare dipendenze estere nei farmaci plasmaderivati, considerata la rilevanza nazionale e di salute pubblica.
Prime adesioni aziendali e progetto nei siti produttivi
Tra le aziende che hanno già dato seguito all’intesa figura Arvedi Astche ha avviato nel proprio stabilimento una campagna di sensibilizzazione in collaborazione con Avis Terniil Servizio trasfusionale dell’Ospedale di Terni e le Rsu aziendali. L’azione è nata anche su richiesta dell’Azienda ospedaliera di Ternichiamata a gestire criticità nella disponibilità di sangue sul territorio.
Arvedi Ast e la sua Cassa mutua aziendale stanno inoltre valutando, insieme all’Azienda ospedaliera di Terni, modalità operative per semplificare l’accesso alla donazione da parte dei lavoratori, prendendo spunto dalle esperienze messe in campo durante l’emergenza Covid. L’obiettivo dichiarato è aumentare il numero di donatori e contribuire concretamente al rafforzamento dell’autosufficienza del sistema trasfusionale locale.
Le iniziative previste dal protocollo dureranno tre anni, con possibilità di rinnovo attraverso un accordo tra le parti. Il modello di collaborazione proposto intende consolidare una pratica che coniughi informazione sanitaria, prevenzione e responsabilità sociale d’impresa, riconoscendo il valore civile e sociale della donazione come gesto che tutela la salute collettiva.


