Il 12 ottobre, giorno della memoria liturgica di San Carlo Acutis, il Santuario della Spogliazione a Assisi ha ospitato più di quattrocento fedeli, pellegrini provenienti da tutta Italia e dall’estero. L’evento ha segnato il ventesimo anniversario della sua morte, un traguardo raro per un santo così giovane. La cerimonia si è svolta nella maestosa chiesa di Santa Maria Maggiore, dove la gente si è radunata sia all’interno che nelle piazze circostanti, desiderosa di rendere omaggio a un giovane che ha saputo coniugare fede, tecnologia e impegno per i più deboli.
La messa di Assisi: tra Eucaristia, povertà e testimonianze episcopali
Presieduta dall’Arcivescovo-Vescovo Felice Accrocca, la celebrazione ha avuto un carattere particolarmente intenso. Nella sua omelia, l’arcivescovo ha sottolineato che l’Eucaristia non è soltanto un rito, ma una vera condivisione di vita: «lasciarsi mangiare come Gesù», ha detto, invitando i presenti a fare comunione non solo con il pane, ma anche con i fratelli più poveri. Accrocca ha ricordato il giovane Carlo, evidenziando la sua capacità di cogliere il valore del mistero eucaristico fin da bambino e di tradurlo in una serenità che irradia verso chi lo circonda.
Il messaggio di Carlo sull’Eucaristia e sui poveri
Secondo l’arcivescovo, San Carlo Acutis mostrava già da adolescente una profonda sensibilità verso i più bisognosi. Non trovava Dio “sui muri”, ma “nel fratello che cammina accanto”. La sua vita è stata caratterizzata da tre pilastri: la Parola, l’Eucaristia e l’impegno per i più deboli. Accrocca ha spiegato che, quando calpestiamo i diritti di un altro, è come se calpestassimo il Corpo di Cristo stesso, rendendo impossibile avvicinarsi all’Eucaristia. Il vescovo ha invitato tutti a trasformare la partecipazione alla Comunione in un gesto concreto di solidarietà.
Pellegrinaggi record e la voce di Padre Marco Gaballo
Dal luglio 2025 al settembre 2026, il Santuario della Spogliazione ha registrato più di un milione e settecentomila visite, un flusso alimentato anche dall’ottavo centenario della morte di San Francesco e dall’ostensione del corpo di San Carlo. Padre Marco Gaballo, rettore del santuario, ha dichiarato che il giovane santo rappresenta una fede fresca e gioiosa capace di parlare ai giovani di oggi. Ha rimarcato che Carlo non ha rinunciato alle “cose belle” della vita – sport, musica, informatica – ma le ha vissute accanto a una profonda preghiera, dimostrando che la santità è alla portata di tutti, anche nelle attività quotidiane.
Milano ricorda il giovane santo: un messaggio per i giovani
Nel pomeriggio del 12 ottobre, la Parrocchia di Santa Maria Segreta a Milano ha accolto la celebrazione con l’omelia dell’Arcivescovo Mario Enrico Delpini. Il punto centrale è stato il modello di vita di Carlo: un ragazzo “normale”, che frequentava la scuola, praticava sport, amava la musica e il volontariato, ma che trovava nell’Eucaristia la sua “autostrada per il cielo”. Delpini ha evidenziato che la santità non richiede un’esclusione dal mondo, ma una apertura del cuore verso le buone cose, accompagnata da una costante preghiera, anche se breve e intercalata tra le attività giornaliere.
Adorazione e canto: la serata del 10 ottobre
Il giorno precedente, sabato 10 ottobre, la stessa chiesa ha ospitato una vivace adorazione eucaristica, presieduta da Monsignor Vincenzo Calvosa, Vescovo di Vallo della Lucania. Quasi trecento fedeli hanno partecipato, immersi nella performance del Coro Polifonico di Foria e dell’associazione “Tantum ergo Carlo Acutis”. Il cantautore locale Nicola Napolitano ha eseguito la sua canzone dedicata al santo, rendendo l’incontro particolarmente emotivo. L’evento ha dimostrato come la devozione a San Carlo Acutis si esprima non solo nella preghiera, ma anche nella musica, nella condivisione e nella gioia collettiva.



