Dal 25 al 27 ottobre l’Umbria si trasforma in un crocevia di speranze: Assisi e la vicina Bastia Umbra diventano la sede del convegno “Pace disarmata e disarmante”, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio. L’iniziativa celebra il quarantesimo anniversario dell’incontro interreligioso del 1986, promosso da Giovanni Paolo II, e riunisce personalità religiose, accademiche e civili provenienti da più continenti.
In un contesto segnato da conflitti armati, crisi umanitarie e tensioni geopolitiche, il messaggio centrale è chiaro: la pace non è semplicemente l’assenza di guerra, ma un processo costante di ascolto, solidarietà e cooperazione. Tre giornate di dibattiti, preghiere e attività concrete puntano a rafforzare la cultura del dialogo, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni.
Inaugurazione a Bastia Umbra: un avvio ricco di protagonisti
Il pomeriggio del 25 ottobre ha visto l’avvio dell’evento negli spazi di Umbriafiere a Bastia Umbra. Tra i relatori di apertura spiccano Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, e il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Accanto a loro, rappresentanti di religioni cristiane, islamiche, ebraiche e di tradizioni spirituali autoctone hanno condiviso il loro punto di vista su come costruire ponti tra le culture.
Giovani al centro del dibattito
Un segmento dedicato ai giovani ha sottolineato l’importanza di coinvolgerli attivamente nella costruzione di una cultura fondata sul rispetto reciproco. Workshop interattivi, laboratori di creatività e momenti di preghiera hanno permesso a studenti e volontari di esprimere le proprie idee su temi quali il disarmo, la tutela ambientale e la coesione sociale.
I 24 forum tematici per affrontare le sfide attuali
Il 26 e il 27 ottobre sono stati dedicati a 24 forum di approfondimento, ciascuno incentrato su una questione globale: dal conflitto in Ucraina alla crisi climatica, dalla migrazione forzata alla lotta contro il terrorismo. Esperti internazionali, attivisti per i diritti umani e leader religiosi hanno condiviso esperienze concrete, cercando soluzioni condivise e percorsi di cooperazione.
Dialogo tra esperienze diverse
Ogni tavolo ha favorito lo scambio di perspettive culturali e spirituali, evidenziando punti di convergenza e possibili sinergie. Tra i temi più discussi vi sono la trasformazione delle spese militari in investimenti per l’istruzione, la salute e le energie rinnovabili, nonché la promozione di un’etica della non-violenza radicata nelle tradizioni religiose.
Chiusura nella Basilica di San Francesco: messaggi di speranza e impegno
La giornata conclusiva si è svolta nella piazza inferiore della Basilica di San Francesco, dove i rappresentanti delle varie fedi hanno avuto l’occasione di pregare insieme. In quel contesto, il Papa Francesco è intervenuto con un videomessaggio in cui ha ricordato l’importanza di “ricostruire la pace ovunque, senza giustificare guerre in nome di Dio”.
Il documento finale e la consegna ai giovani
Il convegno ha prodotto un documento firmato da tutte le religioni presenti, in cui si invitano i governi a trasformare gli investimenti bellici in risorse per acqua, cibo, istruzione e sanità. La versione cartacea è stata consegnata a un gruppo di giovani, simbolo della continuità generazionale. Il vescovo Felice Accrocca ha annunciato, inoltre, l’avvio di un corso di laurea in “Processo di pace” con l’Università di Perugia e la Cattolica di Lione, oltre a piani per campi di volontariato presso l’Istituto Serafico.
Sicurezza e organizzazione del territorio
La partecipazione di migliaia di persone ha richiesto un rafforzamento delle misure di sicurezza e modifiche alla viabilità locale. Le autorità hanno predisposto deviazioni per il traffico, aree di parcheggio temporanee e un coordinamento tra Polizia, Carabinieri e volontari della Comunità di Sant’Egidio, garantendo così il regolare svolgimento degli incontri.
Assisi, città simbolo del pensiero francescano, si conferma ancora una volta un laboratorio di dialogo internazionale. Il risultato di questi tre giorni è un messaggio chiaro: la pace richiede impegno costante, ascolto reciproco e azioni concrete, valori che, spera l’organizzatore, possano diffondersi ben oltre i confini dell’Umbria.



