21 ottobre 2026 🌤 18° Allerta gialla · rischio temporali · fino 21 ottobre 23:59

Tentata truffa a un 85enne: uomo arrestato e donna denunciata dopo l’intervento dei Carabinieri

I Carabinieri della Compagnia di Città di Castello hanno bloccato due presunti truffatori che avevano tentato di raggirare un anziano con la tecnica del falso agente

Tentata truffa a un 85enne: uomo arrestato e donna denunciata dopo l’intervento dei Carabinieri

Nel corso di un servizio di pattuglia, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Città di Castello hanno intercettato un tentativo di truffa ai danni di un pensionato residente nel centro cittadino. L’intervento, scattato dopo che gli agenti hanno notato un comportamento anomalo intorno a un complesso di abitazioni, ha permesso di identificare due persone sospette: un uomo di 43 anni e una giovane di 20 anni, entrambi originari della Campania. La presenza di un’auto intestata a un’agenzia di noleggio ha ulteriormente insospettito i militari, che hanno deciso di seguire i movimenti del veicolo fino al momento decisivo.

La dinamica dell’osservazione e del fermo

I controlli iniziali hanno mostrato un disegno ben calibrato: la coppia è stata vista più volte aggirarsi per le vie del centro ed è poi sostata nei pressi del condominio dove abitava la vittima. La giovane è rimasta al volante dell’auto, ruolo che gli inquirenti ritengono fosse quello del palo, mentre il 43enne si è introdotto nello stabile. A breve distanza, dallo stabile sono arrivate delle grida che hanno attirato l’attenzione dei Carabinieri: intervenuti prontamente, i militari hanno bloccato i due soggetti senza resistenza, trovando l’85enne visibilmente agitato all’interno dell’appartamento. Il pronto intervento ha così impedito che il raggiro si concretizzasse.

Il veicolo e gli elementi raccolti

Durante le operazioni di controllo è emerso che la vettura utilizzata era intestata a una ditta di noleggio con sede in Campania, elemento che ha contribuito a ricostruire i movimenti dei sospetti nelle ore precedenti. I militari hanno poi eseguito la perquisizione personale e del mezzo, procedendo al sequestro di vari dispositivi elettronici in possesso dei fermati. I dispositivi saranno sottoposti ad accertamenti tecnici approfonditi per verificare l’esistenza di truffe analoghe o di altre vittime che possano essere state raggirate con lo stesso schema.

Il meccanismo della truffa telefonica

L’85enne ha riferito ai Carabinieri di aver ricevuto poche ore prima una chiamata da un uomo che si era presentato come appartenente alle forze dell’ordine. Con toni allarmistici il falso agente aveva prospettato la possibilità che il pensionato fosse coinvolto in un’indagine collegata a un furto in una gioielleria e aveva chiesto la consegna temporanea dei suoi monili d’oro per effettuare verifiche. Questa tecnica, nota come truffa del finto carabiniere, si basa sull’uso di paura e autorità apparente per ottenere la collaborazione della vittima; il coinvolgimento di un incaricato per il ritiro degli oggetti completa lo schema del raggiro.

La reazione della vittima e l’intervento decisivo

Convinto di dover collaborare con la giustizia, il pensionato aveva preparato i suoi gioielli in attesa di una persona incaricata del ritiro. L’arrivo del 43enne ha coinciduto con l’allerta dei Carabinieri, il cui sospetto e la conseguente osservazione hanno fatto fallire il tentativo. La vittima è stata trovata in stato di forte agitazione ma in buone condizioni; i due presunti autori del raggiro sono stati portati in caserma per gli accertamenti di rito e per essere interrogati sui fatti.

Conseguenze giudiziarie e prossime verifiche

Al termine delle verifiche, l’uomo di 43 anni è stato arrestato con l’accusa di truffa aggravata, mentre la 20enne è stata denunciata in stato di libertà. Il provvedimento di arresto è stato poi convalidato dal giudice del Tribunale penale di Perugia, che ha ritenuto fondate le esigenze cautelari illustrate dall’accusa. Contestualmente, gli strumenti informatici sequestrati saranno analizzati per individuare eventuali altri episodi simili e per raccogliere elementi utili all’indagine, con l’obiettivo di accertare reti o complici che possano aver operato su scala più ampia.

Implicazioni e raccomandazioni

Questo episodio sottolinea l’importanza della prudenza di fronte a telefonate sospette: le forze dell’ordine non richiedono mai la consegna immediata di beni preziosi per verifiche. Le autorità invitano a contattare direttamente il numero ufficiale dei Carabinieri in caso di dubbi e a non aprire la porta a persone non identificate. Le verifiche tecniche sui dispositivi sequestrati potrebbero rivelare collegamenti con altri raggiri e fornire agli inquirenti elementi per prevenire ulteriori casi, restituendo così sicurezza alla comunità locale.

La vicenda, iniziata con l’osservazione di un’auto sospetta e conclusa con l’arresto e la convalida giudiziaria, evidenzia l’efficacia dei controlli sul territorio e la necessità di mantenere alta l’attenzione soprattutto per le persone più vulnerabili come gli anziani. Le indagini proseguono sotto il coordinamento della Compagnia di Città di Castello per chiarire ogni aspetto del tentato raggiro e per ricostruire eventuali responsabilità aggiuntive.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Perugia adesso

QUALITÀ ARIA
Discreta
NO₂ 24 µg/m³
SOLE OGGI
↑ 07:30 · ↓ 18:20
Durata giorno 10h 50'
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 21 ottobre