Il Gruppo Saxa si trova al centro di una crisi che coinvolge già centinaia di nuclei familiari nella zona di Gualdo Tadino. Da dieci ottobre, le discussioni tra i rappresentanti dei lavoratori e le autorità competenti si sono intensificate a causa dei lunghi ritardi nell’attivazione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS), uno strumento fondamentale per sostenere i redditi durante periodi di difficoltà aziendale.
Secondo le dichiarazioni di Daiana Sportellini segretaria generale della Filctem Cgil di Perugia, “la situazione dei lavoratori del Gruppo Saxa ha raggiunto un livello di gravità ormai insostenibile”. Simone Sassone segretario generale della Femca Cisl aggiunge che il futuro occupazionale di molte famiglie è “appeso a un filo”, sottolineando come il ritardo burocratico amplifichi la sofferenza quotidiana.
Ritardi nella CIGS: l’emergenza dei dipendenti di Saxa
Le procedure necessarie per l’attivazione della CIGS dovrebbero garantire ai lavoratori circa mille euro al mese importo considerato indispensabile per far fronte alle spese ordinarie e mantenere una vita dignitosa. Tuttavia, le lungaggini amministrative stanno privando centinaia di famiglie di questa risorsa vitale. “Ogni giorno di ritardo può fare una differenza enorme”, hanno ribadito i due sindaci, evidenziando che la tempistica è più che una questione di burocrazia: è una questione di sopravvivenza.
L’inefficienza nella comunicazione tra enti preposti e la dirigenza aziendale ha generato un vero e proprio stallo. Le famiglie, già colpite da una crisi economica locale, si trovano ora a dover gestire spese impreviste senza alcun margine di manovra, con il rischio di cadere in situazioni di indebitamento o di perdita dell’alloggio.
Le richieste di Filctem Cgil e Femca Cisl
In risposta, le segreterie regionali e territoriali di Filctem Cgil e Femca Cisl hanno lanciato un appello urgente rivolto a tutte le istituzioni competenti, agli enti preposti e alla direzione del Gruppo Saxa. Il messaggio è chiaro: “le procedure burocratiche devono essere portate avanti con la massima rapidità e senso di responsabilità, superando ostacoli formali, ritardi e problemi di comunicazione”.
Entrambi i sindacalisti hanno sottolineato la loro “piena disponibilità al confronto e alla collaborazione con tutti i soggetti coinvolti”. Hanno chiesto un’accelerazione concreta di tutti i passaggi autorizzativi, affinché i dipendenti possano ricevere risposte tempestive ed efficaci. “È necessario uno sforzo straordinario e congiunto per velocizzare l’iter e sbloccare al più presto questa situazione”, ha affermato Sportellini, evidenziando l’urgenza di un intervento coordinato.
Appello specifico alle autorità
Le richieste puntano direttamente alle autorità regionali, al Ministero del Lavoro e agli organi preposti alla gestione della CIGS. I sindacati chiedono che le procedure di autorizzazione, spesso rallentate da iter complessi, vengano semplificate e accelerate. In un contesto dove il ritardo di pochi giorni può determinare la perdita di un sostegno economico fondamentale, la rapidità diventa un imperativo di giustizia sociale.
Impatto sul territorio e prospettive future
Gualdo Tadino, già segnato da una crisi occupazionale profonda, rischia di vedere aggravarsi il disagio sociale se la CIGS non verrà attivata rapidamente. Le famiglie interessate dipendono da quel sostegno per mantenere l’accesso a servizi essenziali, come l’affitto, le bollette e la spesa alimentare. Il mancato intervento potrebbe tradursi in un aumento dei casi di povertà e in una maggiore pressione sui servizi sociali locali.
Filctem Cgil e Femca Cisl hanno promesso di monitorare costantemente l’evoluzione della vertenza, mantenendo alta l’attenzione fino a quando non arriveranno risposte concrete. “La tutela del reddito e della dignità delle persone deve essere una priorità assoluta”, hanno concluso, ribadendo la loro determinazione a rimanere al fianco dei lavoratori fino a una risoluzione efficace.



