Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma ha concluso una lunga indagine culminata in un sequestro dal valore superiore a 47 milioni di euro. Al centro dell’operazione vi è Gabriele De Bono, imprenditore romano di 65 anni, già condannato per bancarotta fraudolenta e trasferimento illecito di beni.
Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Roma nella Sezione specializzata Misure di Prevenzione, sancisce la confisca di immobili, veicoli, imbarcazioni, orologi pregiati e disponibilità finanziarie, dopo che le autorità hanno accertato una rete di società offshore usate per riciclare proventi illeciti e aggirare il fisco.
La villa di Torgiano tra i beni sequestrati
Nel cuore dell’Umbria, il borgo medievale di Torgiano è stato teatro del sequestro di una prestigiosa villa con piscina. Questa proprietà è una delle quindici unità immobiliari che la finanza ha destinato al sequestro, unità che spaziano da Roma a BraccianoFormelloMonte ArgentarioOlbia fino a Perugia.
Altri immobili e beni mobili di lusso
Oltre alla dimora umbra, la lista include una villa con piscina nel quartiere romano dell’Olgiata numerosi appartamenti, garage e terreni. Tra i beni mobili figurano auto d’epoca e di lusso – Rolls RoyceBentley e Ferrari – nonché 83 orologi di elevato valore. L’inventario comprende inoltre due imbarcazioni, di cui una famosa vela cutter aurica del 1920, lunga 46,60 metri valutata oltre dieci milioni di euro e già venduta all’asta per più di 2,5 milioni di euro.
Le accuse e il profilo criminale di Gabriele De Bono
Le indagini del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno ricostruito una “galassia societaria” composta da numerose entità giuridiche con sede in paradisi fiscali e intestate a prestanome. Tali strutture sono state impiegate per emettere fatture per operazioni inesistenti riciclare denaro e compiere trasferimenti fraudolenti di beni, configurando associazione a delinquere e riciclaggio.
Procedimenti giudiziari e misure cautelari
De Bono è stato definito “socialmente pericoloso” dal pubblico ministero e, in uno dei procedimenti a suo carico, è stato posto sotto misura cautelare in carcere. Il provvedimento di confisca, basato sul Codice Antimafia e sulle misure di prevenzione, resta soggetto a impugnazione, ma fin da subito gran parte dei beni è stato destinato all’asta per alimentare il patrimonio dello Stato.
Il consigliere regionale Fabrizio Ricci, presidente della Commissione Antimafia Umbria, ha sottolineato che la villa di Torgiano non è il primo bene sequestrato nella zona: “Stiamo preparando un report che fornirà un quadro completo del fenomeno di sequestri a mafiosi e criminali in Umbria”.



