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Catturati i due responsabili dell’aggressione a piazza Settevalli

La notte dell'11 agosto una rapina a Perugia si è trasformata in violenza, ma le indagini hanno portato all'arresto dei due responsabili.

Catturati i due responsabili dell’aggressione a piazza Settevalli

Il 11 agosto, nei primi momenti della notte, una telefonata d’emergenza ha interrotto la quiete di piazza Settevalli a Perugia. Un uomo ha segnalato alle forze dell’ordine che, mentre si trovava con la propria fidanzata, è stato avvicinato da due individui scesi da un’auto e armati di un tirapugni. Il rifiuto di consegnare un marsupio contenente sostanze stupefacenti ha scatenato una reazione violenta: uno degli aggressori ha colpito la testa del denunciante con l’arma metallica, provocando un serio trauma.

La telefonata d’emergenza e l’attacco a piazza Settevalli

Il Numero Unico di Emergenza ha ricevuto la chiamata intorno alle prime ore del mattino. L’interessato ha descritto la dinamica dell’aggressione, evidenziando la chiara intimidazione dei due uomini, entrambi 44enni, che pretendevano la consegna della droga. La compagna del soggetto, presente al momento dei fatti, ha fornito al personale di polizia una testimonianza fondamentale, confermando l’uso del tirapugni e l’esistenza di una precedente faida legata al marsupio scomparso.

Indagini della Squadra Mobile: telecamere, testimonianze e GPS

Subito dopo la segnalazione, la Squadra Mobile di Perugia ha avviato un’indagine multidimensionale. Gli investigatori hanno esaminato le registrazioni delle telecamere di sorveglianza installate intorno a piazza Settevalli, identificando il veicolo di fuga e ricostruendo il percorso dei sospetti. Parallelamente, è stato richiesto il GPS dello smartphone della vittima, che ha permesso di localizzare con precisione la zona in cui i militari hanno intercettato i due individui.

Ricostruzione del percorso del colpevole

L’analisi dei dati di localizzazione ha mostrato che, subito dopo l’aggressione, i due uomini hanno percorso un breve tragitto verso una via limitrofa, dove sono stati avvistati da testimoni civili. Le immagini video hanno rivelato la loro tensione nel tentativo di nascondere il marsupio rubato, confermando così la motivazione del gesto violento. Le testimonianze incrociate hanno permesso di identificare con certezza i due 44enni, entrambi residenti nella zona urbana di Perugia.

Il provvedimento giudiziario e il trasferimento in carcere

Alla luce delle evidenze raccolte – testimonianze oculari, registrazioni video e dati di geolocalizzazione – la Procura di Perugia ha presentato una richiesta di custodia cautelare in carcere. Il giudice ha accolto la domanda, ritenendo la condotta dei due imputati particolarmente grave e pericolosa. La Polizia di Stato ha proceduto al loro arresto, notificando il provvedimento e trasferendoli direttamente nella struttura detentiva locale, dove rimarranno in attesa di giudizio.

Questo caso dimostra l’efficacia dell’uso integrato di tecnologie di sorveglianza e tracciamento, insieme a testimonianze dirette, nel fornire una ricostruzione rapida e completa di eventi criminogeni. La rapida azione delle forze dell’ordine ha garantito che la violenza scaturita da una semplice disputa su un marsupio di droga non si trasformasse in un episodio di maggiore gravità, ponendo fine a una dinamica criminale che minacciava la sicurezza di un’intera zona di Perugia.

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