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Strategia UE: energia pulita, dipendenza cinese e patto con il Canada

Bruxelles lancia una società per le materie prime, spinge su nucleare, solare e eolico e apre a un'alleanza strategica con il Canada.

Strategia UE: energia pulita, dipendenza cinese e patto con il Canada

Durante l’assemblea parlamentare a Strasburgo, il commissario europeo per l’Azione per il clima, Wopke Hoekstra ha risposto alle domande della stampa italiana sul nuovo piano annunciato dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. L’intervento ha tracciato le linee guida di una strategia ambiziosa volta a ridurre la dipendenza da fornitori esterni, a potenziare le fonti di energia pulita e a stringere un legame più stretto con il Canada.

Le dichiarazioni di Hoekstra hanno evidenziato che, nonostante le iniziative nazionali, la ricerca di materie prime rimane fortemente influenzata dalle decisioni dei governi. È

Materie prime critiche: una dipendenza preoccupante

Secondo le stime europee, la quota cinese su diverse materie prime supera l’80-90 % una realtà definita da Hoekstra come “allarmante”. La Cina ha costruito una posizione dominante in settori chiave come le terre rare, i materiali per batterie e i componenti per microchip, creando un rischio geopolitico notevole per l’Unione. Per fronteggiare questa vulnerabilità, la Commissione propone la creazione di una Società europea per le materie prime critiche con l’obiettivo di coordinare gli acquisti, gestire scorte strategiche e rafforzare la capacità di approvvigionamento interno.

Proposta di una Società europea per le materie prime

Il nuovo ente dovrebbe operare come un aggregatore di domanda, consentendo all’UE di negoziare con potenza comparabile a quella di singoli Stati. Tale modello riecheggia le precedenti iniziative di acquisto coordinato nel settore energetico, dove la solidarietà ha garantito prezzi più stabili e una maggiore sicurezza di approvvigionamento.

Energia pulita: la risposta europea alla crisi energetica

Von der Leyen ha sottolineato che la dipendenza da combustibili fossili ha costato all’Europa 90 miliardi di euro in più dall’inizio della guerra in Ucraina, senza aumentare l’effettiva produzione di energia. La risposta proposta è una combinazione di nucleare, solare, eolico, geotermia e una rete di interconnessioni più capillare tra gli Stati membri. L’obiettivo è raddoppiare la quota di elettricità prodotta entro il 2040, una mossa che potrebbe tradursi in una riduzione di 260 miliardi di euro all’anno per le importazioni di combustibili fossili.

Obiettivo 2040: più capacità rinnovabile e reti più solide

Nel 2025 l’UE ha messo in funzione oltre 80 GW di nuova capacità rinnovabile, ma ne resta ancora una quantità sei volte superiore in attesa di connessione. Per questo motivo il commissario ha chiesto di accelerare il pacchetto europeo per le reti, potenziando le linee di trasmissione e sviluppando sistemi di accumulo energetico, fondamentali per sfruttare al meglio la generazione intermittente.

Canada: il primo associato dell’Unione europea

Nel contesto di questa strategia, il Canada è stato invitato a diventare il primo membro associato dell’UE, un passo definito da Hoekstra come “fondamentale”. Il primo ministro canadese, Mark Carney ha partecipato alla sessione plenaria a Strasburgo, aprendo la strada a una cooperazione che va oltre il tradizionale CETA.

Ambiti di cooperazione: difesa, IA e minerali strategici

L’alleanza proposta coprirebbe settori quali la manifattura avanzata la difesa, l’intelligenza artificiale, il quantum, ma anche la fornitura di minerali critici e la produzione di batterie. La partnership con Ottawa non solo diversifica le fonti di approvvigionamento, ma rafforza anche la posizione geopolitica dell’UE in un momento di tensioni crescenti con la Cina e altre potenze.

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