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Nuova piattaforma digitale per la Basilica di San Francesco ad Assisi

Una visita virtuale in alta definizione e una memoria digitale per proteggere la Basilica di San Francesco.

Nuova piattaforma digitale per la Basilica di San Francesco ad Assisi

Il 16 settembre 2026, in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, è stata svelata a Roma Preserving Assisi una piattaforma digitale dedicata alla Basilica di San Francesco di Assisi. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rendere il complesso monumentale più accessibile al pubblico, ma soprattutto di creare una memoria digitale capace di monitorare lo stato di conservazione delle sue opere nel tempo.

Il progetto è frutto della collaborazione tra la tech company Haltadefinizione controllata dal Gruppo Panini Cultura, e la Custodia Generale del Sacro Convento dei Frati Minori Conventuali. Il Comitato nazionale per le celebrazioni di San Francesco ha fornito il patrocinio, mentre Regione Umbria, Città di Assisi, l’Università degli Studi di Firenze e BPER hanno offerto ulteriore supporto istituzionale e finanziario.

Lancio della piattaforma e alleanze istituzionali

Durante la presentazione, i rappresentanti delle entità coinvolte hanno sottolineato l’importanza di unire competenze tecnologiche e custodia del patrimonio. Luca Ponzio founder e amministratore delegato di Haltadefinizione, ha definito Preserving Assisi “uno dei progetti più complessi affrontati in vent’anni di attività”, evidenziando la volontà di arricchirlo costantemente con nuovi dati e funzionalità. Fra Marco Moroni custode del Sacro Convento, ha ricordato il terremoto del 1997, rimarcando come una registrazione fotografica di altissima qualità possa diventare strumento fondamentale per il restauro e la diffusione culturale.

Le tecnologie al cuore di Preserving Assisi

Il sistema integra fotografia gigapixel ad altissima risoluzionerilievi tridimensionali e ambienti immersivi a 360°. Queste tecnologie permettono di catturare la morfologia, le cromie e le caratteristiche delle superfici con un livello di dettaglio impossibile da ottenere con una visita tradizionale. L’architettura complessa della basilica viene così trasformata in un digital twin una replica digitale in continuo aggiornamento che supporta studiosi, restauratori e il grande pubblico.

Primi risultati: gigapixel, volumi di dati e aree digitalizzate

Le campagne di acquisizione condotte nel 2025-2026 hanno prodotto oltre 27.000 fotografie, generando più di 12 TB di dati e 98 asset digitali finali, tra cui immagini gigapixel e panorami a 360°. Tra le opere più significative è stata realizzata la foto gigapixel della Crocifissione di Pietro Lorenzetti nel transetto meridionale, con una risoluzione di 101 627 × 78 170 pixel, quasi otto miliardi di pixel in totale. La digitalizzazione ha interessato le cappelle di San Martino, Santa Maria Maddalena, San Nicola, il transetto, la volta del presbiterio e gli spazi esterni della Chiesa Inferiore.

Verso un futuro di conservazione e condivisione

Nei prossimi mesi saranno aggiunti modelli 3D dell’intero complesso, completando il digital twin in evoluzione. Questo archivio digitale non solo consente una visita virtuale ai dettagli più reconditi, ma funge anche da riferimento stabile per individuare eventuali alterazioni nel tempo, facilitando interventi di conservazione più mirati. L’iniziativa apre, infine, la strada a una vera democratizzazione dell’accesso ai beni culturali, trasformando la fruizione della basilica in un’esperienza condivisa a livello globale.

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