Il 13 ottobre il papa Leone XIV è stato sottoposto a un intervento al polmone destro per rimuovere un tumore maligno. L’operazione, condotta dal chirurgo Stefano Margaritora è avvenuta presso il Policlinico Gemelli di Roma. Subito dopo la dimissione, la Santa Sede ha iniziato a valutare la possibilità di far partecipare il pontefice al summit interreligioso per la pace ad Assisi, previsto per il 27 ottobre.
Prognosi medica dopo l’intervento al polmone
Secondo il dottor Margaritora, l’intervento è stato di routine: è stato rimosso il lobo inferiore del polmone destro. La lesione è stata scoperta casualmente durante esami di routine all’addome, che hanno evidenziato una piccola macchia alla base polmonare. Il chirurgo ha definito il paziente ideale sottolineando la collaborazione del papa nel rispetto delle indicazioni nutrizionali e fisioterapiche.
Tempistiche di recupero e indicazioni per il viaggio
Il medico ha spiegato che, dopo un intervento di questa entità, una o due settimane sono necessarie per un recupero fisico completo. Dato che è già passata quasi una settimana, prevede che in un’altra decina di giorni il papa sarà pienamente ristabilito. Con queste premesse, ha escluso ogni ostacolo clinico al volo previsto per il Sud America tra il 6 e il 17 novembre.
Impegni internazionali: summit di Assisi e viaggio in Sud America
Il Vaticano sta valutando la partecipazione di Leone XIV all’appuntamento finale dell’incontro di Assisi, intitolato “Pace disarmata e disarmante”. L’evento si svolgerà dal 25 al 27 ottobre e segna il 40° anniversario della Giornata mondiale delle religioni per la Pace, istituita da Giovanni Paolo II nel 1986. La conferma della presenza papale dipenderà dall’andamento della guarigione nei prossimi dieci giorni.
Partecipanti al vertice per la pace
Tra gli ospiti confermati vi sono il patriarca ecumenico Bartolomeo I, l’arcivescovo di Canterbury Sarah Mullally, il rabbino capo di Francia Haim Korsia e il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana. La loro presenza sottolinea la portata ecumenica dell’evento e la volontà di proseguire il dialogo interreligioso, anche in presenza di un pontefice ancora in fase di recupero.
Trasparenza sulla salute papale: un cambiamento storico
Nel passato, le malattie dei papi erano spesso tenute segrete, alimentando curiosità e talvolta intrighi di corte. Dal XIX secolo in poi, la comunicazione è diventata più aperta: i recenti bollettini medici del Vaticano offrono aggiornamenti puntuali sulla salute del pontefice. L’attuale chiarezza sullo stato di Leone XIV riflette un approccio moderno, in cui la fiducia dei fedeli e la gestione degli impegni internazionali richiedono informazioni accurate e tempestive.



