Nel cuore di Foligno, la parrocchia di San Feliciano e la storica chiesa di Santa Maria Infraportas hanno dato il via a un progetto unico: l’Oratorio dei nonni – I ragazzi del secolo scorso. L’iniziativa, promossa dal monsignor Cristiano Antonietti, parte dal concetto di cittadinanza attiva e mira a spezzare l’isolamento che colpisce sempre più la terza e quarta età.
Lancio ufficiale e calendario delle attività
Il primo incontro si è svolto lunedì 19 ottobre, con tre appuntamenti settimanali dedicati a persone di età compresa tra i 68 e i 99 anni. Già una ventina di residenti del centro di Foligno ha risposto all’appello, creando una sorta di “classe di ferro” soprattutto femminile, pronta a condividere ricette, racconti di vita e tecniche di bricolage. Le giornate iniziano con un tè condiviso, seguite da laboratori di cucina tradizionale, corsi di ricamo e momenti di lettura di giornale, in modo da mantenere vivo il legame con il presente.
Organizzazione e figure chiave
La gestione è affidata a Chiara Bartolomei, giovane coordinatrice, supportata da un team di sette anziani, dai ragazzi del gruppo post-cresima e da due volontari del Servizio Civile Universale. Questo modello intergenerazionale vuole contrastare la tendenza a chiudere le case davanti a una televisione accesa, restituendo ai partecipanti dignità e visibilità come cittadini attivi.
Il parroco Cristiano Antonietti e il rapporto con i giovani
Parallelamente alla cura degli anziani, Antonietti dedica gran parte del suo impegno ai ragazzi della parrocchia. Nei doposcuola e nella piazza San Domenico, il sacerdote si confronta con adolescenti tra i 13 e i 19 anni che, nonostante la moltitudine di strumenti digitali manifestano una profonda noia. Molti confidano dubbi su amore e senso della vita a intelligenze artificiali, una tendenza che il parroco osserva con preoccupazione, temendo che risposte automatizzate possano sostituire il dialogo umano.
Problemi rilevati negli ambienti scolastici
Nel doposcuola emergono difficoltà nell’ascolto, nella lettura e nella scrittura. La correzione automatica, se da sempre presente, non è in grado di insegnare a redigere un testo. Inoltre, l’uso continuato dello schermo rende più difficile esprimere emozioni forti in presenza, favorendo un linguaggio più aggressivo online rispetto a quello faccia a faccia.
Strategie per ricollegare le generazioni
Il punto di forza dell’intervento è l’integrazione tra oratorio dei nonni e le attività giovanili. Durante l’estate, i bambini hanno potuto osservare gli anziani mentre preparavano la pasta, ricamavano o offrivano una semplice carezza. Quei momenti, descritti dal parroco come un “calore che rischiamo di perdere nella fretta”, dimostrano quanto il contatto diretto possa arricchire entrambe le fasce d’età.
Prospettive future e ruolo della parrocchia
Antonietti immagina la parrocchia come un “semaforo verde”: chi propone un’iniziativa deve trovare supporto e collaboratori. Oggi dieci chiese della zona si avvalgono del tempo e dell’energia di volontari che le considerano una vera “casa”. Il sacerdote sottolinea che educare richiede lo stesso impegno con cui si prepara un’omelia, invitando gli adulti a dedicare più tempo reale ai giovani, senza ricorrere a dispositivi digitali come distrazioni.



