8 novembre 2026 ☁ 11°

Il giudice di Terni impone arresti domiciliari per violazione di divieto

Il giovane è stato fermato a Narni per aver ignorato il divieto di avvicinamento all’ex compagna, con conseguenti arresti domiciliari e monitoraggio elettronico.

Il giudice di Terni impone arresti domiciliari per violazione di divieto

Un uomo di giovane età, cittadino italiano, è stato trattenuto dalle forze dell’Arma dei carabinieri di Narni dopo che la magistratura di Terni gli aveva imposto un divieto di avvicinamento nei confronti della propria ex compagna. La misura era stata emanata per contenere una situazione di tensione che, secondo le testimonianze, era sfociata in violenze verbali e minacce. Il provvedimento, indicato dal giudice del Tribunale di Terni, prevedeva il rispetto di una distanza di sicurezza dalla residenza dell’ex, pena l’applicazione di sanzioni penali.

Il capitolo decisivo è nato quando l’ex partner, preoccupata per le continue incursioni del giovane, ha contattato i carabinieri della Compagnia di Amelia, specificando di averlo visto nei pressi della propria abitazione di Narni, impegnato a urlare contro di lei con tono aggressivo. La segnalazione ha spinto la pattuglia a dirigersi immediatamente sul posto, dove il soggetto è stato intercettato mentre continuava a insultare la donna dall’esterno dell’edificio.

Intervento dei carabinieri di Narni

All’arrivo delle forze dell’ordine, il giovane era ancora posizionato davanti alla porta di casa, pronunciando insulti e mostrandosi visibilmente irritato. I carabinieri hanno proceduto con la formalizzazione dell’intervento, rilevando la violazione del ordine restrittivo e chiedendo l’identificazione del sospetto. Nonostante l’invito, l’uomo ha continuato a urlare, dimostrando un atteggiamento di ostilità che ha giustificato l’arresto sul posto per violazione del divieto di avvicinamento.

Comportamento intimidatorio fuori dalla abitazione

L’autoritratto di intimidazione è stato documentato dagli agenti, i quali hanno notato che il giovane, oltre a proferire parole offensive, manteneva una distanza inferiore a quella stabilita dal provvedimento giudiziario. Tale condotta è stata valutata come un chiaro segnale di non rispetto per le disposizioni legali, contribuendo ad inasprire la risposta delle autorità.

Le indagini rivelano il furto delle chiavi dell’auto

Dalle verifiche effettuate sul posto, è emerso che il giovane aveva in suo possesso le chiavi dell’autoveicolo della ex compagna, ottenute durante un acceso litigio alimentato da gelosia. L’analisi delle testimonianze e dei rilievi sul luogo ha permesso di ricostruire la dinamica: a seguito di una discussione, il soggetto avrebbe sottratto le chiavi, tentando così di limitare ulteriori spostamenti della donna e di esercitare un controllo fisico su di lei. Questo ulteriore elemento è stato inserito nel fascicolo investigativo, rafforzando la gravità delle accuse.

Decisione giudiziaria e misura cautelare

Il giudice del Tribunale di Terni, dopo aver verificato la regolarità dell’arresto, ha confermato la violazione del divieto di avvicinamento e ha disposto una misura cautelare restrittiva: gli arresti domiciliari, accompagnati dall’obbligo di indossare un braccialetto elettronico. Tale provvedimento, previsto dal codice di procedura penale, mira a limitare ulteriori contatti tra le parti e a garantire la sicurezza della vittima, evitando al contempo una permanenza in carcere.

Motivazioni del provvedimento

Secondo il magistrato, la combinazione di minacce verbali, violazione del ordine restrittivo e sottrazione delle chiavi dell’auto ha costituito un pericolo concreto per la incolumità dell’ex compagna. L’applicazione del braccialetto elettronico risulta quindi proporzionata, consentendo un monitoraggio continuo senza ricorrere a una reclusione più severa.

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