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Fiera di Pissignano: sequestrati borse false e armi da hobbisti

I Carabinieri hanno bloccato borse di lusso false e armi da due hobbisti durante la fiera di Pissignano.

Fiera di Pissignano: sequestrati borse false e armi da hobbisti

Il mercatino dell’antiquariato di Pissignano, frazione di Campello sul Clitunno in Umbria, è diventato ogni prima domenica del mese un punto di ritrovo per collezionisti, appassionati di modernariato e curiosi acquisti. Nell’edizione del 6 ottobre 2026, l’evento ha attirato centinaia di espositori e visitatori, creando l’ambiente ideale per verificare la regolarità delle attività commerciali presenti.

Nel contesto di un presidio ordinario, i Carabinieri della Stazione di Campello sul Clitunno hanno avviato una serie di controlli mirati, con l’obiettivo di tutelare la legalità, la sicurezza dei fruitori e l’integrità del mercato. Le operazioni, svolte in piena collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto, hanno portato all’identificazione di due individui ritenuti responsabili di ipotesi di contraffazionericettazione e vendita abusiva di armi.

Borse di lusso false: la scoperta del toscano 77enne

Durante le verifiche, i Carabinieri hanno individuato un espositore di origine toscana, 77 anni, che proponeva in vendita otto borse recanti marchi artatamente contraffatti di note maison di alta moda. Le sacchetti, pur presentando sigle e loghi perfettamente replicati, non erano accompagnate da alcuna documentazione di provenienza o autorizzazione commerciale, violando così la normativa sul diritto d’autore e sul marchio. L’intera merce è stata immediatamente sequestrata per impedire ulteriori scambi illeciti.

Dettagli sui marchi falsificati

Le copie presentavano etichette, cuciture e numeri di serie identici a quelli originali, ma con piccole discrepanze evidenti a un occhio esperto, come l’uso di font leggermente diversi o la mancanza di micro-incisioni di sicurezza. La contraffazione di prodotti di lusso è un fenomeno diffuso sul territorio nazionale e la presenza di tali articoli in un evento pubblico rappresenta un grave danno per le aziende legittime e per i consumatori ignari.

Armi e difese personali: il caso dell’umbro 79enne

Un secondo controllo ha riguardato un hobbista di 79 anni, residente in Umbria, che esponeva tre manganelli telescopici e due bomblette di spray al peperoncino da 40 ml tutti privi della licenza necessaria per la commercializzazione. La normativa vigente riserva la vendita di tali dispositivi a soggetti muniti di autorizzazione specifica, per evitare che finiscano nelle mani di persone non qualificate e possano essere usati in modo improprio.

Quadro normativo sulla vendita di armi civili

In Italia, la detenzione e la vendita di armi o strumenti atti a ferire è disciplinata dal D.Lgs. 6/2005, che richiede il possesso di una licenza di porto d’arma o di difesa personale. La ricettazione di articoli senza il relativo bollino o certificazione è punibile con severi provvedimenti penali, motivo per cui le autorità hanno proceduto al sequestro immediato dei manganelli e delle bombolette.

Al termine dell’intervento, le due persone coinvolte sono state deferite in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Spoleto per avviare le indagini preliminari. Il procedimento penale è ancora nella fase investigativa e, secondo il principio della presunzione di innocenza gli indagati non possono essere ritenuti colpevoli fino a una sentenza definitiva. L’azione dei Carabinieri dimostra, tuttavia, l’impegno continuo delle forze dell’ordine nel garantire la regolarità di manifestazioni pubbliche, la tutela dei consumatori e la lotta contro il traffico illecito di beni di lusso e armi.

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