Una missiva è giunta a Palazzo Donini con tono inequivocabilmente pressante: se la Regione non onora l’impegno pubblico assunto, gli abitanti di Spoleto si sentiranno costretti a manifestare la loro rabbia e delusione sul territorio regionale. Il documento riaccende la discussione sul futuro dell’ospedale di Spoleto preannunciando scenari poco incoraggianti e spingendo la città a bussare nuovamente alla porta della Giunta.
Il testo della lettera, redatto da Spoleto Cityforum, dal Comitato di strada per la salute pubblica, dal Comitato di vigilanza per la salute della città di Spoleto e della Valnerina e dal Coordinamento per i diritti e la difesa dell’ambiente, richiama il 20 ottobre 2020, data antecedente alla pandemia, come riferimento per il pieno ripristino dei servizi, incluso il Punto nascita che all’epoca registrava volumi di parto superiori a quelli dei centri attivi attualmente.
L’ultimatum inviato dal comitato alla Regione
Nel documento si legge con chiarezza che la riapertura completa dell’ospedale, con tutti i reparti e le assunzioni necessarie, è un requisito imprescindibile prima di attendere l’esito del nuovo piano sociosanitario. Gli esponenti del comitato hanno espresso la ferma opposizione al progetto “Terzo Polo” e hanno chiesto un cronoprogramma dettagliato per le riaperture e le relative assunzioni all’Ospedale San Matteo degli Infermi.
Posizione della Giunta regionale e risposta della presidente Proietti
Nel corso di una recente seduta del Consiglio regionale, la presidente della Giunta, Proietti, ha assicurato che l’amministrazione sta lavorando per un “vero rilancio” dell’ospedale spoletino, puntando sulla piena operatività 24 ore su 24 della cardiologia, sul potenziamento della robotica e sull’ampliamento dei servizi esistenti. Riguardo al Punto nascita la presidente ha ribadito l’intenzione di richiederne la riapertura, presentando istanze sia al comitato locale sia a quello nazionale del Ministero della Salute, sostenendo che non si tratti di una semplice deroga ma di un progetto organico basato su un quadro programmatico aggiornato.
Il nuovo piano sociosanitario previsto per l’autunno 2026
Proietti ha annunciato che la Giunta regionale presenterà la preadozione del nuovo piano sociosanitario entro l’autunno 2026. Gli abitanti di Spoleto hanno chiesto, per evitare sorprese sgradite, di conoscere in anticipo il cronoprogramma delle riaperture, temendo decisioni definitive prese nelle stanze del Broletto che potrebbero escludere la città da qualsiasi margine di intervento.
Rivendicazioni di Spoleto Cityforum e minaccia di manifestazioni
Il comitato ha dichiarato che la vicenda non è più “mediabile” e che non aspetteranno l’esito definitivo del piano sociosanitario. Se le richieste – riapertura del Punto nascita assunzione di personale e definizione di un cronoprogramma – rimarranno inascoltate, i manifestanti organizzeranno un corteo partendo da Piazza Italia con l’obiettivo di raggiungere la sede regionale. La pressione è evidente: la popolazione vuole vedere l’ospedale di Spoleto pienamente operativo come nel 2020, senza ulteriori ritardi o compromessi.
La risposta della regione, ancora in fase di definizione, sarà determinante per evitare una escalation di tensioni che potrebbe tradursi in manifestazioni di ampia scala.



