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Giovani e futuro, Mattarella e l’esempio del 19enne Marcello

Il Presidente della Repubblica parla delle sfide giovanili durante la cerimonia di consegna delle onorificenze: tra i premiati il 19enne Marcello Abbritti, con esperienze accademiche e di volontariato.

Giovani e futuro, Mattarella e l’esempio del 19enne Marcello

Nel corso della cerimonia per la consegna delle onorificenze agli alfieri del lavoro il Presidente della Repubblica ha rivolto un discorso che ha puntato l’attenzione sulla condizione dei giovani e sulle scelte necessarie per impedirne la fuga all’estero. Un riconoscimento è stato assegnato al 19enne perugino Marcello Abbritti ex studente del Liceo scientifico Galileo Galilei di Perugia ora iscritto alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa la cui carriera scolastica è stata segnalata per l’eccellenza.

Le parole del Presidente e il quadro geopolitico

Nel suo intervento il Capo dello Stato ha richiamato la responsabilità collettiva verso le nuove generazioni, sintetizzando il tema con la frase: “La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione.” Con questo monito, il Presidente ha collegato la condizione giovanile ai più ampi turbamenti internazionali, ricordando che scelte economiche e politiche globali si riverberano sulle prospettive di lavoro e vita dei giovani.

Nel passaggio dedicato alla situazione internazionale il Presidente ha elencato elementi che contribuiscono all’incertezza: conflitti ingiustificati, minacce al diritto internazionale e tensioni commerciali che alterano le catene del valore e la libertà dei commerci. Questi fattori, ha sottolineato, aggravano il senso di insicurezza che molti giovani percepiscono, rendendo urgente una strategia condivisa per affrontare il malessere e i timori di emarginazione o asservimento.

Marcello Abbritti: percorso formativo e impegno sociale

Il riconoscimento attribuito a Marcello Abbritti mette in luce un percorso che combina risultati accademici e attività civica. Dopo il Liceo scientifico Galileo Galilei di Perugia, Marcello ha proseguito gli studi presso la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa dove frequenta Giurisprudenza. Il suo curriculum include un semestre di studio in Finlandia e il conseguimento di certificazioni linguistiche, elementi che evidenziano una preparazione internazionale e multidisciplinare.

Volontariato e Scuola della pace

Accanto alla formazione formale, Marcello ha svolto attività di volontariato con la Comunità di Sant’Egidio collaborando nel progetto Scuola della pace. In tale contesto ha assistito bambini provenienti da famiglie in difficoltà economica e con esperienze di migrazione, mettendo la conoscenza al servizio del dialogo e della coesione sociale. Questa dimensione del suo impegno è stata esplicitamente valorizzata nel riconoscimento che gli è stato attribuito.

Ritorno dei giovani e prospettiva europea

Nel corso della cerimonia il Capo dello Stato ha citato la necessità di rendere attrattive le condizioni per il rientro dei giovani emigrati, richiamando l’obiettivo espresso dalla Federazione di Salerno: creare “condizioni per rendere attraente ai giovani il ritorno”. Il Presidente ha osservato che molti giovani “rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi adeguatamente realizzare.”

La dimensione europea è stata indicata come terreno imprescindibile per promuovere innovazione e sostenibilità. Il Presidente ha affermato che “L’Europa è cultura, coscienza, ideali, e si nutre dei motori che la spingono dall’interno delle società e delle economie.” Ha inoltre richiamato gli imprenditori alla responsabilità e al coraggio nell’innovazione, sottolineando che lo sviluppo futuro deve coniugare sostenibilità economica, ambientale e sociale.

Per ribadire l’importanza del welfare nel quadro dello sviluppo, il Presidente ha ricordato che la protezione sociale e il sistema di assistenza non sono costi improduttivi, ma strumenti che favoriscono inclusione e crescita. In chiusura ha rivolto auguri di buon lavoro ai Cavalieri del Lavoro e “buono studio” ai giovani alfieri come Marcello Abbritti, porgendo così attenzione sia all’eccellenza individuale sia alle sfide collettive che coinvolgono istituzioni, imprese e società civile.

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