Il 18 ottobre 2026 l’Università della Terza Età di Foligno ha dato il via a un ciclo accademico dedicato al compositore Beethoven in vista dei duecento anni dalla sua scomparsa nel 2027. L’inaugurazione, che ha riunito oltre duecento iscritti provenienti da diverse esperienze – ex docenti, funzionari, casalinghe e pensionati – è stata animata da un clima di amicizia e curiosità, sottolineato dalla frase di una partecipante: «Gli anni non li conto e non me li sento addosso».
Davanti a un grande schermo sono state proiettate le immagini delle attività dell’Unifol: gite, cori, mostre di ricamo, momenti di condivisione. Roberto Segatori presidente dell’Università, ha illustrato i settimo percorsi formativi, spaziando dall’arte alla scienza, dalla poesia alla geografia delle quattro città italiane. Le lezioni, tenute da docenti volontari, partiranno il 21 ottobre e saranno completamente gratuite per tutti i soci.
Beethoven come modello di resilienza e di unità europea
La scelta di dedicare l’anno a Beethoven non è casuale: il compositore iniziò a perdere l’udito prima dei trent’anni, ma continuò a creare capolavori, dimostrando una straordinaria resilienza. Il quarto movimento della Nona sinfonia, Inno alla gioia è stato adottato come inno dell’Unione Europea simbolo di solidarietà in tempi di tensioni internazionali. Al termine dell’inaugurazione sono state suonate le note dell’Inno di Beethoven in onore di Patrizia Liviabella scomparsa l’estate precedente, che per anni aveva coordinato i corsi dell’Unifol. La sua passione per la musica e per la Grecia, condivisa con il maestro Antonio Scarcella fondatore degli Amici della Musica di Foligno è stata inviata simbolicamente verso Itaca.
Il messaggio di unità contro le divisioni geopolitiche
Il richiamo all’Europa unita è stato sottolineato in un contesto di tensioni tra occidente e oriente, ricordando che la melodia di Beethoven può fungere da ponte culturale. Il presidente Segatori ha ricordato che, come il compositore, anche la nostra società può superare le divergenze se si fonda su valori condivisi e sul dialogo.
Chi sono gli iscritti e quali attività li animano
Gli oltre duecento partecipanti descrivono la loro motivazione come un mix di amicizia e formazione permanente. Alcuni hanno vissuto ottant’anni di pace nel Paese e ora vedono il futuro più incerto; desiderano trasmettere le proprie esperienze alle generazioni più giovani. Recentemente hanno pubblicato “Le ragazze di viale Firenze”, un volume di memorie che intende parlare ai giovani, dimostrando che si possono ancora investire nella vita. Tra le attività programmate troviamo ricamo, coro, teatro e una possibile gita culturale; se le adesioni saranno sufficienti, saranno offerti corsi di inglese, francese e tedesco riservati ai soci.
Sostegno istituzionale e prospettive per il futuro
Alla cerimonia hanno partecipato Enrico Presilla presidente del Centro Studi Città di Foligno l’assessora alla Cultura Alessandra Leoni e Cristiano Antonietti segretario generale della Fondazione Carifol. Il loro saluto ha evidenziato l’impegno della realtà locale nel promuovere una cultura inclusiva per gli over-60. Con corsi che spaziano dall’arte alle industrie del territorio, l’Unifol punta a mantenere viva la curiosità e a consolidare un senso di appartenenza a Foligno, una città che, grazie a questi percorsi, appare più “plurale” di quanto si potesse immaginare.



