Il Comune di Perugia ha celebrato il XX Giugno con la restituzione alla città del Monumento ai Caduti del 1859 restaurato e un fitto programma di commemorazioni svolti ai Giardini del Frontone e nei luoghi della memoria. Le cerimonie hanno coinvolto istituzioni, associazioni e cittadinanza con deposizioni di corone e l’accensione della fiamma, in un percorso che ha toccato più siti simbolici del capoluogo. Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2026.
L’appuntamento ha rilievo civico e storico perché il 20 giugno tiene insieme la memoria dell’insurrezione del 1859 contro lo Stato pontificio e la liberazione del 1944. La riapertura del monumento, opera di Giuseppe Frenguelli inaugurata nel 1909, ha rappresentato il culmine di iniziative sostenute con l’Art Bonus e mecenati privati, ribadendo la memoria pubblica come patrimonio condiviso e aggiornando lo stato conservativo di un riferimento identitario della città.
Restauro e inaugurazione del Monumento ai Caduti del XX Giugno
La cerimonia si è aperta con la scopertura del gruppo bronzeo ai Giardini del Frontone e la posa della corona d’alloro, seguite dall’accensione della fiamma a cura del Corpo dei Vigili del Fuoco. L’esecuzione dell’inno nazionale è stata affidata al coro della scuola primaria di Borgo XX Giugno sottolineando il coinvolgimento delle nuove generazioni. Il monumento, alto circa 18 metri è tornato leggibile in tutte le sue parti, riportando in evidenza dettagli iconografici e la composizione scultorea originaria pensata da Frenguelli all’inizio del Novecento.
L’intervento, del valore complessivo di circa 110.000 euro ha riguardato superfici lapidee e elementi in bronzo con operazioni di pulitura, stabilizzazione e ricondizione. Sono riemersi il Grifo sul retro e i due soggetti bronzei tradizionalmente identificati in un fabbro e in un ciabattino figure di cittadini armati che richiamano la partecipazione popolare. Metodi e materiali sono stati selezionati per garantire compatibilità con l’opera e facilitare la futura manutenzione, mantenendo il linguaggio simbolico e tecnico della scultura storica.
Percorso commemorativo e presenze istituzionali
Alle commemorazioni hanno partecipato la sindaca Vittoria Ferdinandi l’on. Emma Pavanelli il prefetto Francesco Zito il questore Dario Sallustio il vicepresidente della Regione Tommaso Bori e la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi oltre a membri della Giunta e del Consiglio comunale. La presenza di associazioni d’arma e realtà cittadine ha rafforzato il carattere corale della giornata, insieme ai rappresentanti della Protezione civile e dei corpi dello Stato impegnati nelle deposizioni e negli onori.
Il percorso ha toccato la lapide che ricorda l’ingresso delle truppe alleate il 20 giugno 1944, la lapide dedicata ai patrioti fucilati al Poligono di tiro, il Civico Cimitero e piazza Ruggero Puletti dove è stata deposta una corona per le vittime di tutti i genocidi. In calendario è rientrata anche la performance “Voci vicine – XX Giugno 1859”, dedicata a restituire voce ai protagonisti popolari dell’insurrezione, integrando i momenti solenni con un tassello culturale che ha valorizzato la narrazione storica locale.
Dichiarazioni e significato civico dell’evento
Nel suo intervento, la sindaca Ferdinandi ha legato la ricorrenza al presente: “Il 20 Giugno non appartiene soltanto al passato: è una storia che Perugia ha scritto più volte, nel 1859 e nel 1944”. Ha quindi aggiunto: “Perugia memore e fiera: memore non significa nostalgica, ma capace di trasformare la memoria in un impegno sul presente”. Le parole hanno connesso il restauro con una responsabilità civica più ampia, evidenziando il senso pubblico di cura del patrimonio materiale e immateriale.
Riferendosi al linguaggio del monumento, la sindaca ha richiamato le sculture bronzee che non raffigurano generali ma cittadini con grembiule e fucile che lasciarono botteghe e lavoro per la libertà. “Essere patrioti non significa amare la propria terra contro qualcuno ma amarla per qualcosa”, ha affermato, rimarcando un’idea di patriottismo come cura attiva della comunità. Il messaggio ha inscritto la giornata nella continuità tra insurrezione ottocentesca, liberazione del 1944 e pratica civica contemporanea.
Squadra tecnica, mecenati e riconoscimenti civici
La ditta esecutrice Cobec ha illustrato le fasi operative: pulitura delle superfici, consolidamento dei materiali lapidei e trattamento dei bronzi. In cantiere hanno operato l’ingegner Fabio Zepparelli l’ingegnera Eugenia Di Filippo e il capo cantiere Andrea Crisafulli. Il coordinamento con il gruppo di lavoro comunale e la Soprintendenza ha definito metodi compatibili con l’opera e procedure per la manutenzione, assicurando la durabilità dell’intervento e la tutela dei materiali originari del complesso scultoreo di Frenguelli.
Il restauro è stato possibile grazie al contributo del Comune e di mecenati sostenitori del progetto Art Bonus tra cui Associazione Omphalos LgbtiValentina BendiniConsorzio Auto RevisioniMaria Rita D’AngeloAndrea GalliLuca Nicolelli FulgenziOleodinamica Palmerini Srl ed Emanuele Paccini. I sostenitori hanno motivato l’impegno con la volontà di preservare la memoria civica e la continuità identitaria del luogo. “Quando restauriamo un monumento, riscopriamo un patrimonio immateriale che tiene unita una comunità”, ha ricordato la sindaca durante i ringraziamenti pubblici.
La mattinata è proseguita al Cimitero monumentale con corone al Monumento ai caduti e visite alle tombe di partigiani e personalità cittadine, in un’ottica di collegamento tra memoria storica e cittadinanza attiva. La giornata si è chiusa con la cerimonia di iscrizione all’Albo d’Oro della città, che ha premiato figure distintesi nella ricerca nella formazione, nell’impegno istituzionale e nella promozione culturale, completando il quadro delle iniziative dedicate al XX Giugno e alla valorizzazione delle eccellenze locali.
L’organizzazione ha previsto una scansione dei momenti solenni senza sovrapposizioni, favorendo la partecipazione di istituzioni, scuole e associazioni lungo l’arco della giornata. Il percorso commemorativo, unitario e diffuso, ha connesso i luoghi-simbolo con gli interventi di tutela, offrendo un quadro aggiornato della memoria pubblica a Perugia e consolidando la fruizione del Monumento ai Caduti del XX Giugno 1859 dopo il restauro finanziato anche tramite Art Bonus.


