Nel 2026 l’Umbria si trova ad affrontare una crisi senza precedenti nella sicurezza stradale. Circa 163 unità sono impegnate a sorvegliare più di mille chilometri di rete viaria, ma la scopertura di organico si aggira intorno al 30 percento. Questo divario si traduce in una drastica riduzione delle pattuglie attive, con conseguenze dirette sulla vita dei cittadini. Il risultato è drammatico: le vittime della strada nel 2026 sono già più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una crescita che la deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli definisce una “strage tragica e silenziosa”.
Emma Pavanelli ha quindi presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno, chiedendo un piano straordinario di rafforzamento per le forze di polizia in Umbria, con particolare attenzione alla Polstrada. Nella nota allegata, la deputata sottolinea che la carenza non è limitata al solo reparto stradale ma riguarda l’intero sistema di sicurezza regionale. La necessità di una programmazione pluriennale l’assunzione di nuovi agenti e la garanzia che le nuove reclute non vengano annullate da pensionamenti o trasferimenti sono al centro della proposta.
Mancanza di personale nella Polstrada umbra e impatto sulle vittime
Le cifre parlano chiaro: 163 unità devono coprire più di 1000 km di strade, con una mancanza di circa 30 percento rispetto al fabbisogno reale. Questa insufficienza ha provocato una riduzione significativa delle pattuglie disponibili sul territorio, lasciando ampie sezioni di rete viaria senza monitoraggio costante. Il risultato è evidente nei dati sanitari: le morti sulla strada sono già raddoppiate rispetto al 2025, un trend che gli esperti definiscono preoccupante e direttamente collegato alla carenza di organico. Gli incidenti si concentrano soprattutto lungo le arterie principali, dove la presenza di Polstrada dovrebbe essere più capillare.
Le forze di polizia, già sovraccariche, lamentano la mancanza di mezzi adeguati e di personale di supporto. Polstrada non è l’unica a soffrire: la carenza si estende a tutta la struttura di sicurezza regionale, includendo anche i servizi di ordine pubblico e di emergenza. La deputata Pavanelli osserva che “servono una programmazione pluriennale, nuovi agenti e soprattutto la certezza che i nuovi ingressi non vengano vanificati dai pensionamenti, dai trasferimenti e dalle altre cessazioni dal servizio”.
Le richieste concrete della deputata Emma Pavanelli al governo
Nel testo dell’interrogazione, Pavanelli chiede al governo Meloni di indicare in modo chiaro e dettagliato il fabbisogno di personale per le due province umbre. La deputata vuole sapere quante nuove unità saranno effettivamente assegnate e quali risorse verranno destinate a colmare il vuoto attuale. “Chiediamo al Governo di indicare con chiarezza il fabbisogno delle due province e quante nuove unità intende concretamente assegnare”, recita la note. La richiesta è volta a creare una programmazione a lungo termine capace di garantire continuità anche di fronte a pensionamenti e trasferimenti inattesi.
Fabbisogno specifico per le province di Perugia e Terni
Le due province più colpite, Perugia e Terni, hanno esigenze diverse ma condividono lo stesso problema di scopertura organica. La deputata ha chiesto al ministero dell’Interno di fornire un piano che includa l’inserimento di almeno 1000 nuovi agenti distribuiti su tutto il territorio, con un focus prioritario sulle zone a più alto tasso di incidenti. Inoltre, Pavanelli ha sottolineato che le nuove risorse dovrebbero essere dotate di mezzi adeguati e di condizioni di lavoro più sicure elementi ritenuti essenziali per mantenere la motivazione e l’efficacia operativa del personale.
Il sottosegretario Prisco, intervistato in occasione della discussione parlamentare, ha minimizzato la gravità della situazione, attribuendo la responsabilità ad altri enti. Pavanelli ha definito tali risposte “francamente stucchevoli” e ha ribadito che, dopo quasi quattro anni di governo non si può più rimandare la presa di responsabilità. “La sicurezza non può essere garantita chiedendo sempre di più a chi è già in carenza di organico”, ha affermato, sottolineando che gli agenti meritano personale, mezzi e condizioni di lavoro adeguate così come i cittadini umbri meritano una presenza dello Stato all’altezza delle loro esigenze.
La richiesta non si limita a una semplice aggiunta di personale, ma prevede una riforma strutturale capace di garantire una presenza costante e efficace delle forze dell’ordine su tutto il territorio umbro.



