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Tragedia a Serradica: settantenne perito muore in una caduta

Un cacciatore di settant'anni è stato trovato morto in una scarpata di Serradica, con l'intervento di più unità di soccorso e ancora nessuna spiegazione certa.

Tragedia a Serradica: settantenne perito muore in una caduta

Il corpo di un uomo di settant’anni, appassionato cacciatore residente a Gualdo Tadino, è stato rinvenuto nella zona rocciosa di Serradica di Fabriano. Il giovane è stato scoperto da un amico, il quale ha immediatamente allertato le autorità, dando il via a una risposta rapida da parte dei soccorsi.

Le prime operazioni sono state affidate ai vigili del fuoco ai carabinieri locali e ai professionisti del Soccorso alpino e speleologico delle Marche. Grazie all’impegno congiunto delle varie unità, il sito è stato rapidamente isolato per evitare ulteriori rischi.

Scoperta del corpo nella scarpata di Serradica

Il cacciatore, che aveva 70 anni, era impegnato in una battuta di caccia nelle vicinanze del versante roccioso quando, presumibilmente, ha perso l’equilibrio. L’amico, dopo aver notato l’assenza del compagno, ha avviato le procedure di segnalazione, permettendo ai soccorritori di raggiungere il luogo in pochi minuti.

Una volta sul posto, gli operatori hanno dovuto affrontare un terreno impervio: la scarpata presentava un pendio ripido e numerose sporgenze rocciose, fattori che hanno complicato le operazioni di ricerca. Nonostante le difficoltà, il gruppo di soccorso ha utilizzato un verricello per raggiungere il punto dove il corpo è stato individuato.

Intervento delle forze di soccorso e prime ipotesi

All’arrivo sul luogo, è stato impiegato l’elisoccorso con a bordo un medico specializzato in emergenze in ambiente montano. Il medico è sceso con l’apposito verricello, ha raggiunto il corpo e ha confermato che il settantenne era già deceduto al momento dell’arrivo.

Le cause dell’incidente non sono ancora state accertate. Le ipotesi preliminari suggeriscono una possibile scivolata sul pendio, con conseguente perdita di stabilità del corpo. Durante la caduta, il cacciatore potrebbe aver urtato una roccia, subendo lesioni fatali. Le indagini saranno affidate agli inquirenti, i quali dovranno ricostruire la dinamica esatta dell’evento attraverso analisi del terreno e testimonianze.

La comunità di Gualdo Tadino è rimasta profondamente scossa dalla notizia. Il cacciatore era conosciuto per le sue escursioni nei boschi circostanti e per la sua esperienza nella fauna locale. Il dolore per la perdita è condiviso anche dai colleghi del Soccorso alpino e speleologico che hanno espresso il loro cordoglio e la loro vicinanza alla famiglia.

Nel frattempo, le autorità hanno consigliato a chi pratica attività outdoor nelle zone montane di prestare la massima attenzione alle condizioni del terreno e di non avventurarsi da soli in aree poco conosciute. La prudenza, soprattutto in zone con pendii ripidi, può fare la differenza tra la vita e la morte.

Il caso resta aperto e i carabinieri continueranno a raccogliere testimonianze e a esaminare le tracce lasciate sulla roccia, al fine di fornire una risposta definitiva sulle cause della tragedia. Solo al termine delle indagini sarà possibile stabilire se si tratti di un semplice incidente o di altri fattori aggravanti.

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