La Procura di Perugia ha formalizzato l’accusa contro quattro giovani, di cui due minorenni, per un episodio di violenza avvenuto a Città di Castello. L’azione, avvenuta in orario notturno, non è stata una semplice rapina, ma un chiaro caso di “sneaker robbery” ossia l’assalto mirato a sottrarre scarpe di marca.
Secondo le evidenze raccolte dagli inquirenti, i sospetti hanno colpito le vittime lungo la parte posteriore del collo e sulla schiena con un rigido cavetto di plastica, agitandolo come una frusta. Durante l’attacco hanno pronunciato richieste nette: “Quanti soldi avete?” e “Dateci i soldi”, prima di concentrare l’attenzione sul valore delle calzature.
Dettagli dell’aggressione e del bottino richiesto
Le testimonianze indicano che, mentre i due ragazzi erano in cammino, uno degli aggressori ha urlato: “Rubagli le scarpe!”, seguito da osservazioni specifiche sul modello: “Guarda che belle scarpe che ha”, “Sono le Jordan 4, quelle costano un sacco di soldi”, “Rubagli anche le scarpe, non lasciargliele addosso!”. L’obiettivo era chiaramente il paio di Jordan 4 scarpe da ginnastica di alta gamma, considerati simboli di status.
Durante l’assalto, uno dei minorenni ha tentato di chiamare aiuti con il cellulare, ma è stato bloccato da frasi intimidatorie del tipo: “Cosa vuoi fare con quel telefono?” e “Vuoi chiamare la polizia?”. Un altro dei presenti è stato colpito al volto con un pugno quando ha cercato di opporsi.
Procedimento giudiziario e aggravanti
Le vittime, dopo l’aggressione, sono riuscite a mettersi in salvo rifugiandosi in un bar della zona. Le lesioni riportate – escoriazioni al collo, alla spalla destra, all’emitorace destra, al torace e all’avambraccio destro – sono state giudicate guaribili in sette giorni. La Procura ha contestato ai quattro imputati i reati di rapina aggravata e lesioni personali applicando le aggravanti dell’orario notturno, della minor età delle vittime, dell’uso di un oggetto assimilabile a arma (il cavetto di plastica) e dell’azione di gruppo.
Durante l’udienza preliminare, uno dei sospetti ha negato ogni responsabilità, sostenendo di aver trascorso la serata con una ragazza, circostanza che sarebbe a suo favore. Dopo aver visionato le immagini estratte da un video di sorveglianza, ha continuato a dichiarare di non essere riconoscibile nelle riprese.
Fasi successive del caso
L’udienza è stata rinviata al 13 gennaio per l’interrogatorio degli altri imputati e per la successiva discussione della fase preliminare. I difensori degli accusati, gli avvocati Eugenio Zaganelli, Andrea Castori ed Eugenia Giglio, hanno già presentato le prime memorie difensive, puntando sull’alibi del loro assistito e sulla mancanza di prove incontrovertibili.
Il caso si inserisce in un contesto più ampio di incrementata violenza legata al mercato delle sneakers di lusso, fenomeno che ha visto molteplici episodi simili negli ultimi anni, soprattutto in Italia, dove le scarpe firmate sono diventate oggetti di forte desiderio e oggetto di **furti violenti**.



