Negli ultimi anni i casi di omofobialesbofobiabifobia e transfobia si sono moltiplicati, creando un clima di insicurezza che minaccia la coesione sociale. Le testimonianze raccolte da associazioni e da cittadini evidenziano una crescita preoccupante di episodi violenti e discriminatori, sia in ambito lavorativo che scolastico o sanitario.
In risposta a questo fenomeno, la consigliera regionale del Partito Democratico Sarah Bistocchi, che ricopre anche la carica di presidente dell’Assemblea legislativa, ha introdotto una mozione finalizzata a far aderire l’Umbria alla Ready la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni impegnate nella lotta contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.
La mozione di Sarah Bistocchi per l’adesione all’Ready
La proposta, che verrà discussa nella prossima seduta dell’Assemblea legislativa, prevede due passaggi fondamentali: l’adozione da parte della Giunta di una delibera specifica e la firma della Carta d’intenti. Bistocchi ha sottolineato che “Gli episodi di discriminazione e violenza sono ormai all’ordine del giorno e costituiscono un elemento di insicurezza che mina la coesione sociale“, e ha chiesto un impegno concreto da parte delle istituzioni per invertire questa tendenza.
Secondo la consigliera, l’adesione alla Ready non comporta alcun onere diretto per il bilancio regionale, ma permette alle amministrazioni di accedere a una piattaforma di condivisione di buone pratiche, formazione specifica e strumenti di monitoraggio dei casi di discriminazione. “Aderire alla Ready offrirebbe all’Umbria uno spazio di scambio e collaborazione con altre regioni che hanno già intrapreso questo percorso”, ha aggiunto Bistocchi.
Perché l’Umbria deve rafforzare le misure contro omofobia, lesbofobia e transfobia
La consigliera ha evidenziato che le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere si manifestano in molteplici ambiti: dal mercato del lavoro alle scuole, dagli ospedali alle strutture pubbliche. “Senza dubbio – sottolinea Bistocchi – le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere ne sono una parte consistente e possono emergere in contesti molto diversi”, ha dichiarato, richiamando l’attenzione sulla necessità di un approccio integrato tra istituzioni, società civile e associazioni.
Per contrastare questi fenomeni, Bistocchi ha proposto azioni di sensibilizzazione campagne di informazione e percorsi formativi rivolti a dipendenti pubblici, insegnanti e operatori sanitari. L’obiettivo è creare una cultura dell’inclusione che riconosca la dignità di ogni individuo, indipendentemente dal suo orientamento o dalla sua identità di genere.
Umbria, dalla legge del 2017 alla possibilità di un salto di qualità con la Ready
L’Umbria vanta una tradizione di tutela dei diritti civili: già nel 2017 la regione aveva approvato una legge specifica contro le discriminazioni e le violenze legate all’orientamento sessuale, introducendo misure di prevenzione e politiche attive. “L’Umbria, storicamente terra di diritti e di coesione sociale, si è dotata di una legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale già nel 2017”, ricorda Bistocchi, sottolineando che l’attuale iniziativa rappresenta un ulteriore salto di qualità.
Altre regioni italiane – Toscana, Puglia, Piemonte, Emilia Romagna, Campania e Sardegna – hanno già aderito alla Ready, dimostrando che il modello è praticabile e privo di costi aggiuntivi per i bilanci regionali. L’adesione dell’Umbria consentirebbe di consolidare le proprie politiche di prevenzione e contrasto e di rafforzare il ruolo della regione come promotrice di una società inclusiva dove tutti i cittadini possano esercitare pienamente i propri diritti.



