L’Estate 2026 in Umbria ha segnato un record storico, diventando la più calda dal 1950. Non si è trattato solo di una percezione soggettiva, ma di un dato scientifico confermato dai ricercatori del Cnr.
La temperatura media registrata è stata di 25,5 gradi Celsius un valore che supera di 0,9 gradi la seconda estate più calda, quella del 2003 e di 0,8 gradi la terza, quella del 2024.
L’analisi dei dati ERA5-Land
L’analisi è stata condotta da Lorenzo Arcidiaco ricercatore del Cnr utilizzando i dati ERA5-Land distribuiti dall’ECMWF. Questi dati permettono di ricostruire l’andamento delle temperature fino al 1950, offrendo un quadro completo e affidabile.
Secondo l’analisi, l’estate 2026 ha fatto registrare temperature medie superiori non solo in Umbria, ma in tutta Italia. La primavera è risultata la seconda più calda dal 1950, contribuendo a rendere il 2026 un anno record.
I mesi più caldi e le anomalie termiche
Agosto 2026 è stato il mese più caldo in assoluto, con una temperatura media di 25,6 gradi Celsius. A differenza del resto d’Italia, in Umbria luglio si è classificato al quinto posto, mentre giugno è risultato il terzo mese più caldo.
L’analisi del Cnr evidenzia che tra gennaio e agosto 2026, il 70% del territorio italiano ha registrato anomalie termiche superiori a un grado. La quota con anomalie sopra i due gradi ha raggiunto il 40% interessando principalmente le aree di pianura del nord-ovest e zone appenniniche.
L’impatto sulla Marmolada
Gli effetti del caldo eccezionale sono evidenti anche sulle Alpi. Il ghiacciaio della Marmolada ha perso 23 metri dall’inizio del 2026, una perdita tre volte superiore a quella osservata nel 2025. La superficie complessiva del ghiacciaio è scesa da 92 a 83 ettari.
Questi dati provengono dalla campagna glaciologica promossa dal Museo di Geografia dell’Università di Padova che sottolinea l’impatto concreto del riscaldamento globale anche sulle zone alpine.
Le città più colpite
Le temperature eccezionali non hanno colpito solo montagne e ghiacciai, ma anche le principali città italiane. Secondo i dati delle reti GSOD e Ogimet riferiti alla NOAA statunitense, RomaFirenze e Torino hanno vissuto ondate di caldo anomalo e intenso, con picchi prolungati anche per una settimana.
L’estate 2026 viene considerata dal Cnr la più calda mai registrata in Italia dal 1950, superando anche lo storico record del 2003. Questi dati confermano l’urgenza di affrontare il cambiamento climatico e le sue conseguenze.



