Il 5 ottobre 2026 la piccola cittadina lucana di Irsina ha vissuto un momento solenne: la consegna simbolica della chiesa di San Francesco d’Assisi alla popolazione locale, dopo lunghi lavori di consolidamento sismico e restauro. Solo un giorno prima, il 4 ottobre, l’Italia ha celebrato a livello nazionale gli 800 anni dalla morte del santo con una serie di cerimonie ad Assisi che hanno attirato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e rappresentanti diplomatici da tutto il mondo.
Riconsegna simbolica della chiesa di San Francesco a Irsina
La chiesa, situata nel cuore del centro storico, era di proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno. I lavori di messa in sicurezza, avviati grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) hanno previsto rinforzi strutturali e interventi di recupero artistico, tutti eseguiti nel pieno rispetto delle caratteristiche storiche dell’edificio. L’intervento è stato gestito dal Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche di Campania, Molise, Puglia e Basilicata, che ha agito come stazione appaltante in base all’accordo del 5 luglio 2023 con il Ministero dell’Interno – Prefettura di Matera e il Ministero della Cultura – Soprintendenza per la Basilicata.
Lavori di consolidamento sismico e restauro
Il progetto ha previsto l’inserimento di elementi di rinforzo in fibra di carbonio, il ripristino dei muri a secco originali e la conservazione dei dipinti barocchi che ornano la navata. Alessandro Tortorella direttore centrale degli affari dei culti, ha sottolineato che il risultato garantisce sia la sicurezza sismica sia la fruibilità culturale dell’esempio architettonico. Alla cerimonia hanno partecipato il vescovo Benoni Ambarus, il sottosegretario di Stato all’Interno Wanda Ferro, la prefetta Maria Carolina Ippolito e le più alte autorità militari e religiose del territorio.
Festa nazionale del 4 ottobre: 800 anni dalla morte di San Francesco ad Assisi
Nel 2026, il 4 ottobre è di nuovo festa nazionale in Italia per commemorare i valori universali di pace, fratellanza, solidarietà e rispetto per l’ambiente incarnati da San Francesco. Le celebrazioni hanno avuto inizio alle 23:59 del 3 ottobre, quando le campane della basilica superiore di Assisi hanno suonato a festa, segnando l’avvio di una serie di eventi che hanno coinvolto il presidente Mattarella, numerosi ambasciatori e le autorità religiose del sacrario.
Il messaggio di pace e dialogo interreligioso
Secondo il professor Antonio Musarra (Sapienza, Fellow di Harvard), il Francesco che oggi ispira il mondo è quello emerso dopo la Prima Guerra Mondiale, il santo della diplomazia e della riconciliazione. Un episodio chiave è l’incontro con il sultano al-Kamil nella Damietta del 1219, descritto dal padre Paolo Nicelli come un “dialogo basato sulla parola e non sulle armi”. Pur senza conversione, il rispetto reciproco mostrato dal sultano è divenuto nel tempo un modello di dialogo interreligioso ancora più rilevante in una società globalizzata.
Le iniziative artistiche e simboliche ad Assisi
Il programma prevede anche momenti simbolici: il sindaco Valter Stoppini accenderà la lampada votiva dei Comuni d’Italia sulla tomba del santo, con l’olio offerto dalla Regione Umbria. Il presidente Mattarella riceverà un’icona commemorativa realizzata dall’artista umbro Bruno Ceccobelli presentata il 1 ottobre nella Sala del Consiglio Comunale alla presenza del professor Clarissa Sirci e del CEO Giacomo Piccini di Seritouch. L’opera, intitolata “San Francesco 1226-2026”, sintetizza l’eredità del santo in chiave contemporanea.
Le due manifestazioni, pur distanti geograficamente, hanno un filo conduttore comune: la restituzione di un patrimonio sacro alla comunità e la riaffermazione di valori che San Francesco ha portato al mondo quasi un secolo fa. Mentre Irsina celebra la rinascita di un edificio storico, Assisi invita l’intera nazione a riflettere sul potere della pace e del dialogo come antidoto alle divisioni odierne.



