Nel 2026, l’Umbria si prepara a ospitare due importanti pellegrinaggi che, in modo parallelo, celebrano l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Da una parte, un piccolo gruppo di undici fedeli parte da La Verna sotto la guida del padre Tommaso Botti; dall’altra, circa duecento pellegrini trentini, guidati dall’arcivescovo Lauro Tisi, attraversano la regione in tre giorni intensi di preghiera e riflessione.
Il cammino di San Miniato dalla Verna ad Assisi
Il gruppo di San Miniato, rappresentante di comuni come Cerreto Guidi, San Romano, Crespina, Fucecchio, Lavaiano e Ponsacco, ha lasciato La Verna nella domenica precedente al 4 ottobre, data della solennità del patrono d’Italia. Il percorso, intitolato “In cammino tra Cielo e Terra”, segue le antiche strade che una volta erano percorse da San Francesco, passando per il Passo di Viamaggio Montecasale e facendo sosta a Sansepolcro e Città di Castello. L’obiettivo non è solo fisico, ma soprattutto spirituale i partecipanti cercano di incontrare il sacro negli eremi e nella natura circostante.
Tappa finale e incontro con il vescovo
Il cammino culmina nella città di Assisi il 4 ottobre, giorno in cui la città si riempie di fedeli per la festa del santo patrono d’Italia. Durante il tratto asfaltato dell’itinerario, il gruppo ha ricevuto una sorpresa: il vescovo di San Miniato, Giovanni Paccosi, ha fatto tappa con l’auto per porgere i saluti della diocesi. Un gesto semplice che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra la gerarchia ecclesiastica e i fedeli in cammino.
Il pellegrinaggio trentino: tre giorni di preghiera sulle tracce del Santo
Parallelamente, la diocesi di Trento ha organizzato un pellegrinaggio di tre giorni (25-27 settembre) che ha coinvolto circa duecento partecipanti. Il percorso ha toccato tutti i principali luoghi francescani: la Basilica di Santa Maria degli Angeli, l’Eremo delle Carceri, le basiliche di San Francesco e Santa Chiara, la Cattedrale di San Rufino, San Damiano e il Santuario della Spogliazione. Ogni tappa è stata accompagnata da celebrazioni presiedute dall’arcivescovo Lauro Tisi, che ha intrecciato il racconto storico con i temi attuali.
Temi chiave: fraternità, limite, responsabilità e cura
Il pellegrinaggio trentino si è sviluppato attorno a quattro parole chiave. Nella prima giornata, all’apertura nella Sala parrocchiale di Santa Maria degli Angeli, l’arcivescovo ha enfatizzato l’amore gratuito di Dio come base per una fraternità autentica. La seconda giornata, nella Cattedrale di San Rufino, ha ribaltato il concetto di “no limits”, proclamando “Benedetti i limiti” e invitando a vedere il limite come spazio per riconoscere l’altro. L’ultima celebrazione, nella Basilica inferiore di San Francesco, ha posto l’accento sulla responsabilità e sulla cura reciproca, collegando questi valori alle sfide contemporanee di guerre e divisioni.
Riflessioni comuni e messaggi per il futuro
Sebbene i due gruppi provengano da realtà diverse, emergono elementi di continuità. Entrambi i pellegrinaggi mettono al centro la spiritualità incarnata nei luoghi, la ricerca di una vita di fraternità e la necessità di prendersi cura degli altri. L’arcivescovo Tisi, Allo stesso modo, il padre Tommaso Botti ha sottolineato che ogni passo nella natura umbra la presenza di Dio.
Il ritorno a San Miniato e a Trento avverrà con una ricca carica simbolica: i pellegrini torneranno con la consapevolezza di essere amati, con la sfida di trasformare i “limiti” in opportunità per la comunione e con la responsabilità di portare la “cura” nelle proprie comunità. Entrambi gli itinerari, nella loro semplicità e nella loro profondità, dimostrano come la celebrazione degli 800 anni di San Francesco continui a ispirare percorsi di fede concreti, in grado di parlare sia al cuore dei credenti sia alle esigenze del mondo contemporaneo.



