Una operazione dei Carabinieri della Compagnia di Terni ha portato all’arresto in flagranza di due giovani albanesi ritenuti responsabili di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. I due, entrati nel paese con visto turistico, alloggiavano presso un bed & breakfast nella zona di San Giovanni dove i militari hanno scoperto quella che è stata definita una vera e propria base logistica per la vendita di droghe.
Le indagini, avviate dopo alcune segnalazioni dei cittadini, hanno visto l’impiego di militari in borghese che hanno monitorato i movimenti dei due. Un controllo successivo da parte del nucleo radiomobile ha confermato i sospetti e portato a perquisizioni personali, veicolari e domiciliari nella stanza presa in affitto.
Sequestro di droga, contanti e strumenti per il confezionamento
All’interno della camera del bed & breakfast i carabinieri hanno rinvenuto 38 involucri di cocaina per un peso complessivo di 36 grammi riposti in un comodino. Sempre nella struttura è stata trovata la somma contante di 8.300 euro suddivisa in mazzette e ritenuta provento dell’attività illecita. Tra gli oggetti sequestrati vi era anche un bilancino di precisione e vario materiale utilizzato per il confezionamento delle singole dosi.
La contabilità nascosta
Nel corso della perquisizione, i militari hanno rinvenuto inoltre un’agendina nascosta all’interno di un mobile che riportava la contabilità dell’attività di spaccio. Il ritrovamento dell’agendina ha fornito agli inquirenti elementi concreti sui movimenti finanziari e sulle operazioni svolte dalla presunta rete locale.
Controlli sul territorio e provvedimenti giudiziari
I due giovani sono stati arrestati in flagranza di reato e, a seguito delle procedure di rito, sono stati presentati all’udienza di convalida. Il giudice del Tribunale di Terni ha convalidato gli arresti e disposto nei loro confronti la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Terni.
Le operazioni rientrano nelle attività di controllo del territorio condotte dai carabinieri per contrastare il traffico di sostanze stupefacenti, sfruttando anche segnalazioni di residenti e servizi di osservazione in abiti civili. Il veicolo utilizzato dai fermati, già attenzionato nei giorni precedenti, era stato seguito fino al quartiere di San Giovanni prima dell’ingresso nella struttura ricettiva dove è stata scoperta la base operativa.
Le evidenze raccolte in sede di perquisizione personale, veicolare e domiciliare hanno permesso di ricostruire almeno in parte la logistica dell’attività illecita: la presenza di dosi pronte alla vendita, denaro in banconote e strumenti per il peso e il confezionamento indicano un’attività continuativa anche se limitata nella quantità sequestrata.
La misura del divieto di dimora è stata disposta su richiesta del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Terni in occasione dell’udienza di convalida. I provvedimenti mirano a impedire il ritorno dei due presunti pusher nel territorio dove risiedono i clienti e dove si presume si svolgesse la loro attività.
Le indagini proseguono per chiarire eventuali collegamenti con altri soggetti o basi operative e per risalire alla provenienza dello stupefacente e alla destinazione delle somme sequestrate. Tutti gli elementi trovati durante le perquisizioni sono stati posti sotto sequestro e costituiscono prova nell’ambito del procedimento penale ancora in corso presso le autorità giudiziarie competenti.



