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Autovelox a Acquavogliera: lo Spi Cgil chiede la sospensione

A San Gemini lo Spi Cgil critica la collocazione dell'autovelox sulla sr79 a Acquavogliera e chiede all'amministrazione comunale una riflessione e la sospensione del rilevatore.

Autovelox a Acquavogliera: lo Spi Cgil chiede la sospensione

Il Comune di San Gemini è al centro di un acceso dibattito dopo l’attivazione di un nuovo dispositivo di rilevamento della velocità sulla strada regionale sr79 in località Acquavogliera. La notizia, datata San Gemini, 16 ott. 2026 ha suscitato numerose lamentele da parte dei residenti e l’intervento dello Spi Cgil della zona Terni Nord-Centrale Umbra, che ha raccolto segnalazioni sul presunto carattere esclusivamente punitivo dell’apparecchiatura.

Secondo quanto riferito dal sindacato, molti cittadini si sono rivolti agli uffici locali per denunciare un flusso continuo di sanzioni. Le critiche si concentrano soprattutto sulla collocazione del rilevatore, ritenuta «inopportuna» perché situata «al termine di una lunga discesa» dove il limite di 50 chilometri orari risulta difficile da rispettare senza avvisi preventivi o adeguate modifiche infrastrutturali.

Reazioni dello Spi Cgil e preoccupazioni dei cittadini

Lo Spi Cgil della zona Terni Nord-Centrale Umbra ha sottolineato che «non siamo contrati a tali strumenti, ma così non si fa prevenzione», enfatizzando la differenza tra controllo e prevenzione stradale. Il sindacato ha descritto la situazione come una fonte di aggravio economico per molte famiglie: «Questo sistema va a vessare molti cittadini di San Gemini già oberati da un costo della vita divenuto stellare». I rappresentanti segnalano che l’apparecchiatura starebbe spingendo gli automobilisti a cercare percorsi alternativi, aumentando il traffico nel quartiere di Acquavogliera e generando impatti ambientali negativi.

Nel documento di protesta si evidenzia anche il carattere ripetuto delle notifiche: gli uffici locali avrebbero ricevuto «una marea di persone» lamentando multe frequenti e la percezione di un controllo che premia la punizione piuttosto che la mitigazione del rischio. Lo Spi Cgil parla della necessità di affrontare «alla radice il problema strutturale della sicurezza stradale» anziché affidarsi esclusivamente a sistemi sanzionatori.

Proposte concrete e richieste all’amministrazione comunale

Come alternativa alla sola applicazione dell’autovelox, il sindacato ha chiesto «un momento di riflessione e chiediamo di sospendere il funzionamento di tale rilevatore». Tra le soluzioni pratiche indicate ci sono tre opzioni specifiche: l’innalzamento del limite di velocità a 60 chilometri orari nel tratto considerato adeguato, l’installazione di dossi artificiali conformi alla normativa vigente se si mantiene il limite di 50 km/h, oppure la realizzazione di una rotatoria all’intersezione tra la sr79, il bivio per Acquavogliera e via Enrico Fermi.

Il sindacato ha presentato queste proposte con spirito costruttivo, rimarcando che l’amministrazione comunale ha già dimostrato disponibilità a recepire istanze locali in passato: «Se ha la volontà, questa amministrazione può trovare una soluzione alternativa e propositiva», si legge nel comunicato, che ricorda l’intervento condiviso sul tema della Taric 2025 avvenuto quasi un anno prima e destinato ad entrare in vigore per alleggerire il carico sulle fasce più deboli.

La richiesta di sospensione del dispositivo mira a creare spazio per una verifica tecnica e per un’eventuale riprogettazione degli interventi sulla strada. Tra gli argomenti pratici avanzati dallo Spi Cgil c’è la dinamica del tratto stradale interessato: la collocazione «al termine di una lunga discesa» rende difficile la conformità al limite e pone dubbi sull’efficacia preventiva del rilevatore rispetto a misure fisiche di moderazione della velocità.

Alla luce delle segnalazioni, la comunità locale attende ora una presa di posizione ufficiale dell’amministrazione comunale di San Gemini. Lo scenario descritto mette in evidenza un conflitto tra le esigenze di sicurezza stradale e le ricadute sociali ed economiche sui cittadini, con lo Spi Cgil che si è imposto come interlocutore principale nella fase iniziale del confronto.

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