Il sangue non può essere sintetizzato in laboratorio: l’unica risorsa capace di salvare vite è la generosità di chi decide di donare. Ogni giorno reparti di emergenza, sale operatorie e centri di cura dipendono da questo gesto, perciò è fondamentale creare una cultura della solidarietà fin dalla giovane età.
Per questo motivo l’AVIS provinciale di Terni ha avviato una campagna itinerante nelle scuole superiori della zona, puntando a trasformare la curiosità dei ragazzi in azione concreta. L’obiettivo è chiaro: informare, sfatare i miti e preparare i giovani a compiere il loro primo dono di sangue appena raggiunti i 18 anni.
Incontri nelle scuole di Terni, Narni, Amelia, Fabro e Orvieto
Durante la settimana del 31 ottobre, delegati dell’AVIS hanno visitato gli istituti di Terni, Narni, Amelia, Fabro e Orvieto. Nei laboratori didattici sono stati spiegati i passaggi della donazione del sangue, i criteri di idoneità e le motivazioni etiche che guidano l’atto. Il presidente Leonardo Mariani ha sottolineato: “Donare è il primo gesto di maturità”, evidenziando come la partecipazione giovanile possa diventare un vero atto di cittadinanza attiva.
Superare miti e timori tra i giovani
Le sessioni hanno affrontato le paure più comuni – dal timore di punture dolorose alle false credenze sulla perdita di energia – grazie a materiale informativo realizzato da medici e volontari. Gli alunni sono stati incoraggiati a porre domande e a condividere le proprie impressioni, trasformando il dibattito in una vera esperienza di apprendimento. Questo approccio, secondo Mariani, “aiuta a trasformare la curiosità e l’energia dei più giovani in un’azione concreta di cittadinanza attiva”.
Dalla formazione al primo prelievo: il percorso dopo i 18 anni
Una volta compiuti i 18 anni, chi è interessato può rivolgersi alle sedi territoriali dell’AVIS per prenotare la prima donazione. La rete province comprende centri a Acquasparta, Allerona, Amelia, Arrone, Attigliano, Baschi, Calvi dell’Umbria, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Giove, Montecastrilli, Narni, Orvieto, Otricoli, Stroncone e, ovviamente, Terni. Ogni sede offre informazioni personalizzate, accoglienza e la possibilità di fissare un appuntamento senza dover attraversare grandi centri urbani.
I minorenni, pur non potendo ancora donare, possono svolgere un ruolo fondamentale nella diffusione del messaggio: parlare con familiari, condividere l’entusiasmo sui social e partecipare a iniziative scolastiche. In questo modo, la cultura della donazione si radica già prima dell’età minima, rendendo più facile il passaggio alla fase pratica.



