Il Consiglio superiore della magistratura (Csm) ha concluso una serie di deliberazioni volte a riequilibrare gli organici giudiziari dell’Umbria. In particolare, l’attenzione si è concentrata sull’Ufficio di sorveglianza di Spoleto e sul Distretto di Perugia, dove sono stati individuati nuovi posti di lavoro per magistrati.
Le decisioni sono state prese in sede plenaria, su proposta della terza Commissione consiliare, che ha valutato le necessità operative e le statistiche nazionali. Il risultato è una doppia concessione: due incarichi di magistrato di sorveglianza per Spoleto e nove posti di magistrato ordinario in tirocinio per il Distretto di Perugia.
Assegnazione di due magistrati di sorveglianza all’Ufficio di Spoleto
Il provvedimento prevede l’attribuzione di due posti all’Ufficio di sorveglianza di Spoleto, consentendo così la copertura totale della relativa pianta organica. La proposta della terza Commissione è stata istruita e formalizzata ben prima dell’intervento pubblico del Garante dei detenuti dell’Umbria, la cui comunicazione non è stata registrata nei protocolli del Csm.
Motivazioni e criteri di valutazione
Secondo le dichiarazioni del prof. Daniele Porena, componente del Csm, la scelta si è basata esclusivamente su criteri oggettivistatistiche e rilevazioni relative alla geografia giudiziaria nazionale. Non sono state prese in considerazione segnalazioni esterne, anche se provenienti da autorità autorevoli, perché tali input non rientrano nel sistema di governo autonomo dell’ordine giudiziario.
Nuovi posti di magistrato ordinario in tirocinio per il Distretto di Perugia
Parallelamente, il plenum ha determinato l’assegnazione di nove posti di magistrato ordinario in tirocinio al Distretto di Perugia. L’individuazione delle sedi è avvenuta sulla base di una valutazione della domanda di magistrati in formazione e della capacità delle procure di assorbire nuovi tirocinanti.
Procedura di individuazione delle sedi
La terza Commissione consiliare ha svolto un’analisi dettagliata delle esigenze operative, confrontando i dati di carico di lavoro con le risorse disponibili. Il risultato è stato l’attribuzione dei nove tirocini a strutture giudiziarie che presentavano margini di crescita e che potevano garantire una corretta formazione ai nuovi magistrati.
L’obiettivo dichiarato è assicurare che ogni ufficio disponga del personale necessario per svolgere le proprie funzioni, senza ricorrere a pressioni politiche o a richieste di enti esterni.



