Il 3 e il 4 ottobre 2026 la città di Assisi si è trasformata in un vero e proprio palcoscenico di fede, arte e solidarietà. Migliaia di fedeli, autorità civili e rappresentanti religiosi hanno partecipato a una serie di eventi che hanno commemorato il transito del patrono d’Italia, attraversando le strade medievali e gli spazi sacri della città.
Il cammino storico del feretro di San Francesco (1226)
Il Cammino con San Francesco ha richiamato circa 3000 persone che hanno percorso a piedi le tappe seguite dagli antichi frati: partenza da Santa Maria degli Angeli sosta a San Damiano e Santa Chiara una conviviale in Piazza del Comune e, infine, l’arrivo alla Basilica di San Francesco per la celebrazione eucaristica di mezzanotte. L’itinerario ripercorre la traslazione del feretro del santo nel 1226, da luogo di morte al luogo di sepoltura, evidenziando la continuità storica della devozione.
Omelia del cardinale Angel F. Artime
Nel momento culminante, il cardinale Angel F. Artime ha proclamato: “Il Transito di Francesco ci ricorda che la vita diventa piena quando smettiamo di volerla possedere e impariamo a donarla.” Ha poi invitato tutti i presenti a vedere la morte non come fine, ma come incontro con la vera ricchezza: Cristo. La sua riflessione ha sottolineato l’importanza di vivere con meno attaccamento alle cose e più attenzione alle persone, rispecchiando il messaggio centrale del santo.
Celebrazioni liturgiche e discorsi istituzionali
La notte del 3 ottobre, la messa di mezzanotte è stata presieduta dal legato pontificio delle Basiliche Papali. Oltre al cardinale, hanno partecipato Marco Moroni a nome della Famiglia Francescana e della Diocesi di Assisi, e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha espresso gratitudine per il ruolo di Assisi come “luogo di dialogo e di pace”.
Messaggi di pace della presidente Stefania Proietti
Nel saluto rivolto al Presidente Mattarella, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti ha ricordato come il messaggio francescano di fraternità e cura del creato rispecchi i principi della Carta costituzionale italiana. Ha evidenziato il valore universale di San Francesco, in un contesto internazionale segnato da conflitti, invitando tutti a tradurre quell’eredità in azioni concrete per il bene comune.
Sicurezza, logistica e partecipazione popolare
Per garantire il regolare svolgimento degli eventi è stato attivato un Centro operativo avanzato (COA) coordinato con la Sala operativa interforze della Questura di Perugia. Sono intervenuti circa 40 professionisti sanitari della USL Umbria 1, la CO 118 e volontari, con ambulanze, ambulatori mobili e una piazzola per l’elisoccorso. Più di 100 volontari della Protezione Civile hanno assicurato assistenza lungo i percorsi.
Strutture di accoglienza e simboli
La Regione Umbria ha fornito navette per collegare il centro storico ai parcheggi, una torre faro presso il parcheggio Lyrick, 2 500 torce per gli eventi serali, oltre a 3 000 foulard commemorativi. La cerimonia di accensione della lampada è stata affidata al sindaco Valter Stoppini con l’olio offerto dalla Regione Umbria, simbolo di luce e speranza.
Nel pomeriggio, i vespri pontificali sotto la guida del monsignor Felice Accrocca hanno incluso la benedizione dell’Italia e del mondo dal Cupolino della basilica. Il Cantico delle Creature musicato dal padre Domenico Stella e interpretato dalla Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco sotto la direzione del maestro fra Peter Hrdy ha chiuso la giornata con un canto che ha unito natura, fede e fraternità.
Infine, l’infiorata degli Infioratori spellani con al centro il volto di Cristo e ai lati simboli del Sole, della Luna, delle stelle e della colomba, ha rappresentato visivamente il legame tra il creato e il messaggio di pace di San Francesco, regalando ai visitatori un’esperienza sensoriale unica.



