Nel cuore di Assisi, dove San Francesco lasciò il suo ultimo respiro il 3 ottobre 1226, il Museo della Porziuncola ha organizzato una mostra senza precedenti. Intitolata “San Francesco alla Porziuncola”, l’esposizione riunisce, per la prima volta, i breviari di Francesco e di Chiara d’Assisi, offrendo ai visitatori un dialogo tangibile tra i due grandi fondatori dell’ordine francescano.
Il nuovo percorso museale e i tesori di Francesco e Chiara
Il museo, ospitato nella basilica di Santa Maria degli Angeli, ha rivestito il antico chiostro di un ingresso moderno che guida il pubblico dal santuario alla sala principale. Qui, tra dipinti medievali, reliquie e codici, il breviario di Francesco – il libro liturgico usato per le preghiere dei frati – è aperto in una teca, con le sue iniziali miniate ben visibili. Accanto, su richiesta speciale, è stato portato il breviario di Santa Chiara, conservato normalmente nel convento di San Damiano. La vicinanza dei due volumi mette in luce il profondo legame spirituale e operativo tra i due santi, evidenziando come entrambi abbiano contribuito alla diffusione del rito della Curia romana.
Oltre ai libri sacri, la mostra espone una serie di oggetti appartenuti a Chiara, tra cui la campanella con cui chiamava le consorelle, la croce pettorale di San Bonaventura e una piccola scatola per l’Ostia Santa. Nella stessa galleria si trovano dipinti attribuiti a Cimabue e al Maestro di San Francesco, ritratti considerati tra i più fedeli dell’aspetto del Santo, secondo le descrizioni di Tommaso da Celano. Queste opere, unite alle testimonianze artistico-liturgiche, rappresentano una prova concreta dell’iconografia francescana dal XIII secolo in poi.
Concerto “Francesco Vive” nella Basilica di Santa Cecilia
Il 3 ottobre, giorno della morte del santo, la Basilica di Santa Cecilia in Trastevere accoglie la prima esecuzione assoluta di “Francesco Vive”, una composizione di monsignor Marco Frisina interpretata dal tenore Luciano il Monarca. Il brano nasce per celebrare gli ottocento anni del transito di San Francesco e rappresenta un’offerta musicale che si propone di parlare a ogni latitudine. L’orchestra Fideles et Amati e il Coro della Diocesi di Roma, diretti dallo stesso Frisina, accompagnano il tenore in tre movimentazioni vocali che, partendo dalla parte bassa, salgono verso note acutate, simbolizzando la speranza e la risalita della fede.
Nel testo, il coro intona in latino “fratello Francesco noi camminiamo in mezzo alle tempeste”, richiamando la figura del piccolo santo come guida nelle difficoltà. Il video del cantante, diretto dallo stesso Luciano, enfatizza il crescendo melodico che culmina in una nota alta, metafora della perseveranza cristiana. L’iniziativa è stata realizzata grazie al sostegno dell’Archconfraternity of the Knights of St. Francis of Assisi (San Francisco, California), del Dicastero per la Cultura e l’Educazione e del Pontificio Istituto di Musica Sacra.
La Treccani pubblica una monumentale enciclopedia su San Francesco
Nel contesto di questi eventi, l’Enciclopedia Treccani ha lanciato una produzione editoriale di grande portata: due volumi contenenti più di 600 lemmi e 170 tavole iconografiche dedicati a San Francesco. L’opera si colloca nella tradizione delle grandi enciclopedie storiche italiane, dal Diccionario dantesco all’Enciclopedia Machiavelliana e intende valutare l’eredità spirituale, culturale e sociale del santo dal Medioevo ad oggi.
Il lavoro si avvale di fonti primarie – preghiere, lettere, il Cantico delle Creature, le prime agiografie di Tommaso da Celano – e di studi critici su questioni dottrinali, la povertà volontaria, le scuole spirituali derivanti dall’esperienza francescana e l’impatto su arte, letteratura e società nei vari continenti. Tra i temi trattati spiccano l’abito franciscano, il famoso incontro con il lupo di Gubbio (analizzato come mito più che realtà storica) e la visione di Machiavelli sul ruolo dei francescani nella Chiesa. La Treccani,
Queste tre iniziative – la mostra di Assisi, il concerto romano e la pubblicazione enciclopedica – si integrano in un unico fil rouge: la celebrazione degli ottocento anni della morte di San Francesco, attualizzando la sua figura attraverso arte, musica e sapere accademico. Il risultato è una rinnovata attenzione verso la spiritualità francese, convogliata in esperienze concrete che coinvolgono pellegrini, appassionati di musica sacra e studiosi di storia. L’offerta culturale di questo anno speciale invita a scoprire il passato, a viverlo nel presente e a portarlo avanti nel futuro.



