Nel corso del 2025 le Imprese umbre hanno mostrato una notevole capacità di investimento, facendo crescere il loro capitale operativo netto medio da 767.147 a 896.387 euro. Si tratta di un balzo di 129.240 euro per società, pari a un incremento del 16,8 %. I dati provengono dall’analisi della Camera di commercio dell’Umbria sui bilanci già depositati nel Registro delle imprese, che coprono il 69,6 % delle circa 15.400 società di capitali obbligate a presentare il conto.
L’indagine si concentra esclusivamente su immobilizzazioni materiali e immateriali escludendo gli investimenti finanziari e le voci non direttamente legate alla produzione. In pratica, si considerano fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature, veicoli e, nella stessa categoria, software, brevetti, licenze e costi di sviluppo, tutti elementi destinati a generare valore nel tempo.
Crescita complessiva del capitale operativo
Il risultato finale indica che, al netto degli ammortamenti annuali, le immobilizzazioni sono aumentate di 129.240 euro per impresa. Questo valore non coincide con l’intero ammontare degli investimenti lordi effettuati, perché non tiene conto di cessioni, svalutazioni, rivalutazioni o operazioni straordinarie. Tuttavia, misura l’effetto netto sulla dotazione produttiva, dimostrando che gli acquisti e i lavori capitalizzati hanno superato il consumo contabile dei beni preesistenti.
Dettaglio delle immobilizzazioni materiali
La quota di beni fisici è responsabile di quasi tutto il salto registrato. La media delle immobilizzazioni materiali è passata da circa 683.470 euro a 814.774 euro, con un incremento di 131.304 euro, cioè il 19,2 %. Si tratta di una crescita più marcata rispetto al periodo precedente e comprendente costruzioni, impianti, macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto.
Andamento delle immobilizzazioni immateriali
Al contrario, la componente immateriale ha registrato una leggera flessione: il valore medio è sceso da 83.677 a 81.613 euro, una riduzione di 2.064 euro (-2,5 %). Pur rappresentando una quota più contenuta rispetto ai beni materiali, queste risorse – software, brevetti, licenze e costi di sviluppo – rimangono critiche per la competitività e la capacità innovativa delle imprese.
Disparità territoriali: Perugia vs Terni
Il rialzo interessa entrambe le province umbre, ma con intensità diverse. In provincia di Perugia il capitale operativo medio è cresciuto da 825.654 a 977.754 euro, un aumento di 152.100 euro (-18,4 %). Nella provincia di Terni il valore è passato da 583.890 a 648.038 euro, pari a 64.148 euro in più (-11 %). Anche a livello comunale, Perugia registra un balzo del 28,2 % (da 798.962 a circa 1,024 milioni di euro), mentre Terni registra un incremento più moderato del 9,4 %.
Prospettive e sfide per l’innovazione
Secondo il presidente della Camera di commercio, Giorgio Mencaroni, il rafforzamento della base produttiva è incoraggiante, soprattutto perché le società di capitali generano tra il 70 % e il 75 % del fatturato regionale. Tuttavia, la tendenza alla riduzione delle immobilizzazioni immateriali mette in evidenza la necessità di un maggiore impegno in ricerca e sviluppo. L’obiettivo è trasformare la solidità materiale in una piattaforma capace di sostenere innovazione tecnologica e competenze avanzate, garantendo così una crescita equilibrata e duratura per le imprese umbre.



