Il Rapporto economico-sociale 2026 dell’Agenzia Umbria Ricerche è stato presentato a Perugia il 26 maggio 2026 alla presenza delle istituzioni regionali, tra cui la presidente della Regione Stefania Proietti, la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, il vicepresidente Tommaso Bori e l’amministratore unico di AUR, Marco Damiani. Il documento, intitolato Umbria in movimento: dinamiche e traiettorie in trasformazione, compendia dati e analisi pensati per supportare le scelte di governo e gli operatori economici locali.
La pubblicazione è stata anticipata rispetto agli anni precedenti per essere utile alla programmazione regionale: si propone come strumento di conoscenza capace di guardare oltre la congiuntura e di offrire scenari di medio-lungo periodo. Nel presentare il Rapporto i relatori hanno richiamato la necessità di coniugare investimenti, capitale umano e innovazione per consolidare la ripresa e ridurre i divari strutturali che ancora caratterizzano l’Umbria.
Un quadro complesso: luci, fragilità e resilienza
Il Rapporto restituisce un quadro in cui convivono segnali positivi e criticità radicate. L’economia regionale è tornata a crescere a ritmi prossimi all’1% annuo, mentre l’occupazione ha raggiunto le 377.800 unità nel 2026, con un incremento dell’1,3% su base annua. Questi numeri rilevano una ripresa, ma restano aperte sfide sulla produttività, sui livelli retributivi e sulla qualità delle forme contrattuali. Il rapporto mette in evidenza anche fenomeni come la sovraistruzione e disparità di genere che richiedono interventi mirati.
Turismo e sistema produttivo
Il settore turistico ha segnato risultati storici, con circa 7,9 milioni di presenze e oltre 3 milioni di arrivi nel 2026, ma gli analisti sottolineano che il turismo da solo non basta. L’Umbria dispone di una solida base industriale e di un sistema universitario dinamico: la sfida è rafforzare i legami tra formazione, innovazione e domanda qualificata di lavoro per trasformare conoscenza in valore economico duraturo.
Priorità politiche e proposte operative
Alla luce dei risultati, sono emerse alcune priorità che orienteranno le scelte della Giunta. Tra queste figurano la necessità di puntare su ZES e semplificazione amministrativa, investimenti nel welfare e nella sanità, oltre a misure per aumentare la produttività e la qualità del lavoro. La presidente Proietti ha insistito sulla scelta di una regione che avanzi unita, valorizzando il modello multicentrico; in questo senso le aree interne devono essere considerate non periferie ma potenziali motori di sviluppo.
Rafforzare competenze e occupazione
Il Rapporto indica la necessità di migliorare il collegamento tra percorsi formativi e fabbisogni delle imprese, con politiche che favoriscano ricerca, trasferimento tecnologico e percorsi di formazione professionalizzante. Contrastare il precariato e le disuguaglianze salariali è parte integrante dell’agenda: servono strumenti che favoriscano l’accesso a occupazione qualificata e la valorizzazione del capitale umano prodotto dalle università locali.
La ricerca come bussola per le decisioni
L’intervento della presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, ha rimarcato il ruolo cruciale della ricerca per orientare le scelte pubbliche: conoscere lo stato presente è condizione necessaria per tracciare le rotte future. L’amministratore unico di AUR, Marco Damiani, ha definito il Rapporto un documento «completo e accessibile», articolato in tredici contenuti e pensato per fornire strumenti analitici preliminari all’azione di governo e alla programmazione politica.
In sintesi, il Rapporto economico-sociale 2026 offre una fotografia dettagliata dell’Umbria, mettendo a confronto punti di forza e criticità: cohesione sociale, capitale umano e dinamiche del turismo sono elementi su cui costruire, mentre produttività e integrazione socio-sanitaria restano fronti prioritari. Il documento invita a trasformare risorse intangibili in risultati concreti per il territorio, attraverso politiche strutturali e coordinamento tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca.



