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28 comuni umbri illuminati per la giornata nazionale dell’afasia

L’Umbria ha fatto rete per la XIX Giornata nazionale dell’afasia: ventotto comuni illuminati, partecipazione al congresso nazionale e iniziative locali con stand e cori.

28 comuni umbri illuminati per la giornata nazionale dell’afasia

La regione Umbria ha dato un segnale concreto di attenzione verso l’afasia accendendo monumenti e luoghi simbolici in ben 28 comuni. L’iniziativa faceva parte della campagna «Illuminiamo le città per l’afasia», promossa in occasione della XIX Giornata nazionale dell’afasia del 17 ottobre dalla Federazione Aita nazionale con il supporto di Aita Umbria. L’evento ha l’obiettivo di portare consapevolezza su un disturbo che, come ricordano gli organizzatori, può compromettere la capacità di parlare, comprendere, leggere e scrivere; si tratta di un problema che deriva da lesioni cerebrali in età adulta, spesso conseguenza di ictus, traumi o altri danni neurologici.

Alla base della mobilitazione c’è anche il coinvolgimento umano: nei giorni del congresso nazionale a Rimini, delegazioni umbre hanno preso parte alle attività, mostrando come la sensibilizzazione possa combinare informazione, arte e relazione. L’accensione di luci rosse nelle città umbre è stata accompagnata da incontri pubblici e dalla distribuzione di materiali informativi negli ospedali locali, azioni pensate per offrire sia conoscenza sia supporto alle persone che convivono con difficoltà di comunicazione.

La partecipazione al congresso nazionale a Rimini e il coro degli afasici

Durante il Congresso nazionale della Federazione Aita, la delegazione umbra si è distinta per la presenza del coro degli afasici diretto dai musicoterapeuti Michela Vignaroli e Maurizio Vignaroli. Il tema proposto — «Amicizia, un silenzio che può diventare musica» — ha sottolineato il ruolo della relazione e della musica nella riabilitazione e nel benessere emotivo delle persone con afasia. Nel coro, spiegano gli organizzatori, la persona con afasia trova sostegno per riscoprire il suono della voce e il piacere di intonare melodie, ma soprattutto trova occasione di stare insieme e condividere esperienza.

Il valore terapeutico e sociale del canto

Il canto corale è stato presentato come strumento che integra la riabilitazione: il contesto musicale favorisce l’espressione vocale e la socialità, elementi spesso messi alla prova dall’afasia. La partecipazione attiva al coro non sostituisce le terapie cliniche, ma offre un luogo dove sperimentare progressi comunicativi in modo concreto e collettivo. Questo approccio pratico ha rafforzato la presenza umbra al congresso e ha offerto ai partecipanti momenti di riconoscimento reciproco.

Iniziative sul territorio umbro: ospedali, piantine e prossimi incontri

Sul territorio regionale, Aita Umbria ha organizzato incontri aperti alla cittadinanza e allestito stand informativi in strutture sanitarie per spiegare che cosa sia l’afasia e come si manifesti nella vita quotidiana. Sono state esposte piantine di erica in più sedi, tra cui l’Ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino e l’Ospedale di Orvieto come simbolo della forza e della resilienza delle persone colpite dal disturbo. L’associazione ha voluto così trasferire un messaggio semplice e simbolico: «L’erica, forte e resistente, rappresenta la resilienza delle persone con afasia».

Le attività umbre non si sono fermate il 17 ottobre: il percorso di sensibilizzazione proseguirà con un nuovo appuntamento previsto il 22 ottobre presso il Cori di Passignano sul Trasimeno un’occasione per ampliare il coinvolgimento cittadino e offrire ulteriori momenti di informazione e incontro. Nel ringraziare le istituzioni che hanno sostenuto la campagna, Aita Umbria ha citato l’accoglienza e la collaborazione di USL Umbria 1 e USL Umbria 2 oltre al patrocinio concesso da numerosi Comuni coinvolti.

Gli organizzatori hanno voluto rimarcare un punto centrale: avere difficoltà con le parole non cancella i pensieri, le emozioni o il desiderio di comunicare. Per questo, la campagna ha lanciato uno slogan che vuole diventare pratica quotidiana: «Diamo tempo alle parole e spazio alle persone». L’iniziativa ha inoltre ringraziato volontari e cittadini che si sono fermati ad ascoltare e a conoscere, sottolineando come la sensibilità collettiva possa tradursi in risposte concrete per chi affronta il percorso riabilitativo.

La mobilitazione umbre ha mostrato come azioni simboliche — luci, piante e musica — possano integrarsi con informazione e servizi sanitari per costruire una rete di sostegno che accompagni le persone con afasia e le loro famiglie, nella convinzione che il diritto di essere ascoltati resti inviolabile anche quando le parole faticano a tornare.

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