Sabato 31 ottobre, negli spazi della Biblioteca Vescovile di San Rufino ad Assisi si è svolto un incontro dedicato alla storia e al patrimonio della Venerabile Confraternita di Santo Stefano. L’appuntamento ha richiamato l’attenzione su documenti, testimonianze e immagini raccolte nel volume realizzato da Elvio Lunghi e Andrea Cova, e ha offerto al pubblico la possibilità di osservare una copia autentica dello Statuto del 1327 conservata presso l’Archivio Diocesano.
Presentazione del volume e pubblico presente
La serata di presentazione del libro, frutto della collaborazione tra uno storico e un fotografo, ha visto la partecipazione di circa 150 persone, segnalando il forte interesse verso la memoria locale. Gli autori, Elvio Lunghi e Andrea Cova, hanno illustrato il percorso di ricerca e le scelte editoriali che hanno reso fruibile la storia della Confraternita, intrecciando analisi documentaria e patrimonio iconografico. L’iniziativa, organizzata dalla Venerabile Confraternita di Santo Stefano con il sostegno del Comune di Assisi, ha avuto anche il supporto tecnico di Fonti di Sassovivo S.p.A., che ha contribuito alla logistica dell’evento.
Interventi e istanze emerse
Tra gli interventi in programma, monsignor Felice Accrocca ha offerto una contestualizzazione storica delle confraternite nel tessuto sociale, richiamando il valore associativo e religioso di queste istituzioni. L’assessora Donatella Casciarri ha sottolineato il patrocinio e l’attenzione del Comune di Assisi verso iniziative che valorizzano aspetti meno noti della città, mentre la giornalista Flavia Pagliochini ha moderato gli interventi e favorito il dialogo fra autori e pubblico. L’ampia partecipazione ha confermato la rilevanza pubblica della conservazione della memoria locale.
Ruolo della Confraternita e testimonianze storiche
Nel corso dell’incontro, padre Marco Gaballo, parroco di Santa Maria Maggiore e referente della Confraternita, ha tracciato un bilancio dell’attività associativa contemporanea, evidenziando come il patrimonio immateriale e documentario accompagni ancora le pratiche comunitarie. Il priore Stefano Gregori ha raccontato l’impegno dei confratelli nel mantenere vive le tradizioni e nel valorizzare gli archivi storici; il volume presentato nasce proprio da questa esigenza di rendere accessibili fonti spesso poco note al grande pubblico.
Lo statuto del 1327 e il legame con l’Archivio Diocesano
Un momento centrale dell’evento è stata l’esposizione della copia autentica dello Statuto del 1327, conservata nell’Archivio Diocesano. Questo documento, risalente al XIV secolo, è una testimonianza diretta delle regole e delle forme di vita associativa della confraternita; la sua presenza ha fatto da ponte tra la ricostruzione storica proposta nel volume e le fonti primarie che ne attestano l’evoluzione. Gli intervenuti hanno potuto quindi osservare da vicino un reperto che ribadisce la profondità secolare della presenza confraternale ad Assisi.
Conclusione e riconoscimenti istituzionali
La chiusura dell’incontro è stata affidata a Stefania Proietti, che ha portato il saluto della Regione Umbria e ha ringraziato gli autori per il lavoro svolto, oltre a riconoscere il contributo della Confraternita alla vita culturale della città. Nel corso del pomeriggio si è sviluppato un confronto costruttivo sul valore della ricerca storica come strumento per recuperare e tramandare la memoria collettiva, rafforzando il legame tra comunità civile, istituzioni e organizzazioni religiose. L’evento alla Biblioteca Vescovile ha rappresentato così un passaggio concreto nella valorizzazione del patrimonio documentario di Assisi.
Il volume e la mostra temporanea dello statuto costituiscono strumenti utili per studiosi e cittadini interessati a comprendere come le confraternite abbiano influito sulla storia locale: dalla praxis religiosa alle pratiche associative, fino alla conservazione di archivi e testimonianze scritte. L’iniziativa ha ribadito che la cura del patrimonio culturale passa anche dalla promozione di occasioni pubbliche di conoscenza e dialogo.



