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Trastevere al centro delle feste per i 800 anni di San Francesco

Roma si veste di festa per onorare San Francesco: processioni, fuochi, messe e una mostra dedicata al santo, a otto secoli dalla sua scomparsa.

Trastevere al centro delle feste per i 800 anni di San Francesco

Il 4 ottobre 2026 ritorna a essere festa nazionale in Italia, in occasione della celebrazione di San Francesco, patrono del Paese dal 1939. L’anno corrente segna anche gli 800 anni dalla morte del “poverello d’Assisi”, un ricordo che coinvolge l’intera nazione e, in particolare, la capitale. A Roma il centro delle festività è il rione di Trastevere, dove la storica parrocchia di San Francesco a Ripa ha organizzato una settimana di eventi che parte dal 25 settembre e si conclude con la solenne giornata del 4 ottobre.

Il programma si articola in una serie di celebrazioni religiose e culturali: due messe mattutine, una celebrazione eucaristica al tramonto presieduta dal monsignor Tarantelli, la fanfara dei Bersaglieri, una processione accompagnata dalla banda musicale “G. Puccini” di Cave e uno spettacolo pirotecnico che illuminerà le vie del rione. A completare il ricco calendario, il nuovo parroco fra’ Antonio Violante prenderà possesso del suo incarico durante la celebrazione della sera, mentre il coro della Diocesi di Roma, diretto dal monsignor Marco Frisina, intonerà canti sacri per tutto il pubblico.

Celebrazioni a Trastevere: dalla messa alla processione

Il cuore della festa è la processione solenne che partirà alle 19:00, percorrendo le strade acciottolate del rione. La banda musicale “G. Puccini” offrirà un accompagnamento festoso, mentre i fedeli seguiranno il sacerdote e il nuovo parroco lungo il percorso storico della chiesa di San Francesco a Ripa. La fanfara dei Bersaglieri, nota per la sua energia travolgente, farà da preludio al rituale di ingresso canonico di fra’ Antonio Violante, segno di continuità e rinnovamento per la comunità franciscana.

Programma della solennità

Dalle 8:00 alle 11:00 sono previste due messe cancelli, pensate per accogliere i credenti provenienti da tutta la città e da altre regioni. Alle 18:00 si celebra la liturgia eucaristica con monsignor Tarantelli, seguito alle 20:30 dalla fanfara dei Bersaglieri. Dopo una breve pausa, alle 22:30 esplode lo spettacolo pirotecnico, che chiude la serata con un tripudio di luci e suoni, simbolo della luce che San Francesco ha portato al mondo.

Mostra d’arte e testimonianze dei fedeli

Parallelamente alle attività liturgiche, il museo e fondazione Venanzo Crocetti ospita fino al 15 ottobre una esposizione collettiva intitolata “San Francesco d’Assisi a 800 anni dalla morte tra misticismo cristiano e sensibilità laica”. Curata da Alberto Moioli, Luigi Salvatori e Stefano Tozzi, la mostra è promossa da ICAS – Intergruppo Parlamentare Cultura Arte e Sport – e gode degli auspici della Commissione Cultura della Camera dei deputati. Le opere in mostra, realizzate da artisti contemporanei, reinterpretano il messaggio di povertà, pace e rispetto per la natura che caratterizza la figura del santo.

Le voci dei fedeli

Durante le celebrazioni, una moltitudine di visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero ha condiviso le proprie impressioni. Carla e Matteo, giunti da Piedimonte Matese, hanno detto: “È emozionante partecipare a questa giornata speciale, a 800 anni dalla morte di San Francesco. Qui si respira una profonda spiritualità”. Valeria, arrivata da Cerignola, ha aggiunto: “Speriamo che la sua parola apra il cuore di molti, soprattutto dei leader mondiali”. Rita, di Trieste, ha ricordato il discorso del presidente Mattarella, sottolineando l’importanza del messaggio di pace del santo. Queste testimonianze mostrano come la figura di San Francesco continui a ispirare speranze di dialogo e solidarietà.

Riflessioni sul significato di San Francesco oggi

Il filosofo Massimo Cacciari, nella sua recente partecipazione al Ravenna Festival, ha espresso una critica pungente: “San Francesco viene tradito dalla cultura contemporanea”. Secondo Cacciari, l’immagine del santo è stata ridotta a un simbolo di ecologismo e pacifismo, dimenticando la sua vera essenza di gioiosa testimonianza del Vangelo. Egli ricorda che Francesco, per lui, cantava il messaggio di Cristo con allegria, chiedendo ai frati di non essere “nebulosi”. La mancanza di tale gioia nella nostra società, afferma, rende la celebrazione quasi una “bestemmia” se non riusciamo a vivere secondo i suoi insegnamenti.

Cacciari sottolinea anche che il Cantico delle creature non celebra l’uomo ma le creature stesse, lodandole perché rivelano il Creatore. Questo elemento spesso viene frainteso o ignorato nella lettura moderna. Il filosofo invita a riconsiderare la profonda connessione tra povertà, umiltà e amore per il creato, elementi che possono ancora guidare le scelte individuali e collettive. In un’epoca in cui la morte è temuta e la vita prolungata a tutti i costi, il messaggio di Francesco di accogliere la fine con serenità appare più attuale che mai.

Gli eventi religiosi, la mostra d’arte e le testimonianze dei partecipanti creano un mosaico di esperienze che celebrano gli 800 anni della scomparsa di San Francesco, ricordandoci che il suo insegnamento rimane una luce guida per le generazioni future.

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