La città di Perugia è stata recentemente teatro di due casi di stalking che hanno portato a misure cautelari severe. Due uomini, di 55 e 49 anni, sono stati accusati di aver perseguitato le loro ex compagne con minacce e contatti insistenti, spingendo la giustizia a intervenire con provvedimenti restrittivi.
Questi episodi mettono in luce la gravità del fenomeno della violenza psicologica e la necessità di strumenti efficaci per proteggere le vittime.
Il caso del 55enne: arresto e trasferimento in carcere
Un uomo di 55 anni è stato rinchiuso nel carcere di Perugia-Capanne per aver violato il divieto di contattare la sua ex compagna. Nonostante fosse agli arresti domiciliari, l’uomo ha continuato a telefonare e inviare messaggi minacciosi alla donna. La Procura della Repubblica ha richiesto un aggravamento della misura cautelare, che è stata accolta dal giudice del Tribunale di Perugia.
Gli agenti della Questura di Perugia hanno rintracciato l’uomo e lo hanno trasferito nel carcere di Capanne. Questo caso evidenzia come la perseveranza delle vittime nel denunciare tali comportamenti sia fondamentale per ottenere giustizia.
Il caso del 49enne: braccialetto elettronico e divieto di avvicinamento
Un altro uomo, di 49 anni, è stato raggiunto da un provvedimento cautelare che gli impone il divieto di avvicinamento alla sua ex compagna e l’applicazione del braccialetto elettronico. La Squadra Mobile della Questura di Perugia ha eseguito il provvedimento dopo una serie di indagini avviate in seguito alla denuncia presentata dalla donna.
Secondo le indagini, l’uomo avrebbe perseguitato la donna con telefonate continue, messaggi, offese e minacce di morte. La relazione tra i due sarebbe degenerata progressivamente, trasformandosi in una sequenza di violenze psicologiche. Anche durante le vacanze della donna, l’uomo avrebbe continuato a cercarla attraverso ripetute chiamate e messaggi, utilizzando numeri telefonici differenti.
Le minacce e il braccialetto elettronico
Tra gli elementi riferiti dalla donna figurerebbe anche una pesante minaccia: “Se non torni con me ti ammazzo”. Questa frase, inserita in un quadro di comportamenti sempre più insistenti, avrebbe provocato nella donna un perdurante stato di ansia e preoccupazione per la propria incolumità. La situazione ha spinto la donna a rivolgersi alla Polizia di Stato per chiedere protezione.
Il braccialetto elettronico consente di verificare il rispetto delle distanze previste dal provvedimento. Un eventuale avvicinamento alla donna in violazione delle prescrizioni può determinare l’attivazione dell’allarme e comportare ulteriori conseguenze per l’indagato.
L’intervento della giustizia e le indagini
La Procura della Repubblica di Perugia ha richiesto l’applicazione di una misura cautelare dopo gli accertamenti condotti dalla Squadra Mobile. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia ha emesso l’ordinanza che stabilisce per il 49enne il divieto di avvicinarsi alla ex compagna e di contattarla anche attraverso strumenti telematici o telefonici.
Le indagini proseguono per chiarire definitivamente le responsabilità e verificare tutti gli episodi denunciati dalla persona offesa. Fino a un eventuale accertamento definitivo della responsabilità penale, l’uomo deve essere considerato non colpevole delle contestazioni formulate nei suoi confronti.



