La Cgil Umbria ha intensificato la pressione sulla Giunta regionale per una rapida revisione della legge regionale 3 del 2010, che disciplina l’esecuzione dei lavori e delle opere pubbliche in Umbria. L’obiettivo è rendere più stringenti le norme sugli appalti pubblici, garantendo trasparenza, sicurezza e tutela per i lavoratori e le imprese sane.
L’8 settembre, la segretaria regionale Stefania Cardinali ha partecipato a un’audizione presso la II Commissione consiliare a Palazzo Cesaroni, a Perugia, per discutere delle modifiche alla legge. La Cgil ha espresso apprezzamento per le proposte avanzate dalla Regione, in particolare per l’ampliamento della disciplina agli appalti ad alta intensità di manodopera, come i servizi di pulizia, e alle aziende in house.
Rafforzamento dell’Osservatorio regionale
Una delle richieste principali della Cgil riguarda il rafforzamento dell’Osservatorio degli appalti pubblici regionale. Secondo Cardinali, è necessario arrivare alla stesura di linee guida e protocolli di intesa che permettano di normare e rendere operativa la legge nel più breve tempo possibile. L’Osservatorio, sebbene costituito, è stato finora un grande assente nel monitoraggio degli appalti.
La Cgil ha anche avanzato altre specifiche richieste, tra cui la contrattazione con le parti sociali prima della stesura dei bandi e dell’affidamento degli appalti pubblici. Inoltre, il sindacato chiede linee guida e protocolli con le parti sociali per la giusta applicazione contrattuale, prevedendo una griglia di attività dell’appalto e l’individuazione del contratto da indicare nei bandi.
Monitoraggio e controllo degli appalti
Cardinali ha sottolineato l’importanza di limitare i subappalti per impedire gli appalti a cascata e di prevedere la verifica dell’appalto durante l’esecuzione per mantenere gli standard e i vincoli con cui l’appalto è stato assegnato. Un’altra proposta innovativa riguarda l’introduzione di un sistema regionale di Badge di cantiere digitale per il monitoraggio degli accessi e delle presenze nei cantieri.
Questo strumento, ispirato all’introduzione del Durc dopo il terremoto del 1997, mira a rafforzare gli strumenti di controllo nella fase esecutiva degli appalti pubblici. Il Badge di cantiere digitale sarebbe utile per la tracciabilità della mano d’opera, il contrasto al lavoro irregolare, la verifica dei subappalti e la prevenzione delle infiltrazioni criminali.
Tutela dei lavoratori e delle imprese sane
La Cgil ha ribadito l’importanza di tutelare i diritti di circa 40mila lavoratori che operano negli appalti in Umbria. La revisione della legge regionale 3/2010 è vista come un’opportunità per garantire il potere di verifica dell’ente su come vengono spese le risorse pubbliche e per proteggere le imprese sane. La segretaria Cardinali ha sottolineato che il fattore tempo è dirimente e che non è più tollerabile rimandare ulteriormente le modifiche.



