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Ricerca oncologica a Terni: un finanziamento per testare terapie personalizzate contro le metastasi peritoneali

Il progetto dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, guidato da team multidisciplinari e giovani ricercatori, combina organoidi tumorali e PIPAC per un drug screening personalizzato volto a migliorare le cure per le metastasi peritoneali.

Ricerca oncologica a Terni: un finanziamento per testare terapie personalizzate contro le metastasi peritoneali

Un progetto targato Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni è stato finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito della linea rivolta ai giovani ricercatori. L’iniziativa, orientata alla cura dei tumori con metastasi peritoneali, mette insieme competenze chirurgiche, oncologiche e di biologia cellulare per creare un modello terapeutico più mirato per il singolo paziente.

La ricerca, intitolata “Tailored Pressurized Intraperitoneal Aerosol Chemotherapy (PIPAC) for peritoneal metastases based on a drug-screening platform in patient-derived organoids”, avrà una durata di 36 mesi e dispone di un finanziamento complessivo di circa 450.000 euro. Il progetto è stato selezionato in un bando molto competitivo: a livello nazionale sono stati finanziati 370 progetti su 1.431 presentatiun dato che sottolinea il valore scientifico riconosciuto all’iniziativa.

Integrazione di organoidi derivati dal paziente e PIPAC nella pratica clinica

Al centro dello studio ci sono gli organoidi tumorali derivati dal pazientedefiniti come vere e proprie repliche tridimensionali del tumore. Queste strutture, coltivate in laboratorio a partire da cellule prelevate durante interventi chirurgici o procedure diagnostiche, mantengono caratteristiche biologiche e genetiche del tumore d’origine e permettono di effettuare sperimentazioni in vitro per valutare la risposta ai farmaci.

L’elemento distintivo del progetto è la combinazione tra questo approccio e la tecnica della PIPAC (Pressurized Intraperitoneal Aerosol Chemotherapy)che consente la somministrazione di chemioterapia nella cavità peritoneale in forma di aerosol pressurizzato. La strategia prevede di testare i principi attivi sugli organoidi e, successivamente, somministrare al paziente attraverso PIPAC i farmaci risultati più efficaci nei modelli sperimentali. In questo modo si punta a ridurre trattamenti inefficaci o eccessivamente tossici e a incrementare l’efficacia terapeutica.

La piattaforma di drug screening e il trasferimento alla clinica

Il progetto prevede la realizzazione di una piattaforma di drug screening personalizzato: i risultati ottenuti in laboratorio saranno trasferiti direttamente nella pratica clinica per orientare le scelte terapeutiche sui pazienti con metastasi peritoneali. Questo passaggio dal laboratorio al letto del paziente rappresenta la colonna vertebrale della proposta e mira a integrare ricerca e assistenza per ottenere risposte più mirate e predittive.

Strutture e figure coinvolte nell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni

Il progetto è sviluppato in collaborazione tra più strutture dell’ospedale: la Chirurgia Digestivadiretta dal professor Giovanni Domenico Tebalae l’Oncologia Medicaguidata dal dottor Damiano Parriani. Il lavoro di laboratorio sarà affidato alla Cell Factory – Laboratorio Cellule Staminalicon la partecipazione della dottoressa Valentina Grespimentre la Direzione Sanitaria fornirà supporto operativo sotto la responsabilità del dottor Domenico Montemurro.

La scelta di un team multidisciplinare è coerente con l’obiettivo di collegare competenze chirurgiche, oncologiche e biologiche: «La sinergia tra competenze cliniche, chirurgiche e biologiche» è infatti uno dei principi chiave che guideranno lo sviluppo del progetto, rendendo possibile l’integrazione tra attività di laboratorio e pratica assistenziale.

Ruolo del territorio e riconoscimento istituzionale

Il finanziamento è stato accolto come un riconoscimento dell’impegno locale e regionale nella ricerca sanitaria. «Questo finanziamento ministeriale» è stato indicato come una tappa che valorizza la rete delle competenze e promuove l’innovazione in ambito sanitario. La collaborazione tra le diverse strutture del Santa Maria è considerata un elemento decisivo per elevare la qualità delle cure offerte e per sostenere la formazione dei giovani ricercatori coinvolti.

La prospettiva è che l’esperienza accumulata nel corso dei 36 mesi del progetto possa contribuire non solo al miglioramento degli esiti clinici per i pazienti con metastasi peritoneali, ma anche all’arricchimento dell’offerta di ricerca dell’ospedale e del sistema sanitario regionale, allineandosi agli obiettivi di medicina di precisione.

Il progetto mette così a sistema competenze diverse e risorse mirate per costruire percorsi terapeutici più personalizzati, con l’obiettivo di tradurre i risultati sperimentali in decisioni cliniche concrete e misurabili.

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