Il 11 giugno 2026 la Regione Umbria ha portato a Bruxelles l’esperienza maturata nell’ambito del progetto europeo Livet (Livestock Farming and One Health Approach). L’appuntamento, ospitato nella sede di rappresentanza regionale nella capitale belga, ha segnato la fase conclusiva di un percorso triennale cofinanziato dalla Commissione europeadedicato a introdurre l’approccio One Health nei percorsi di formazione zootecnica e nei servizi di consulenza.
All’evento ha partecipato il dirigente del servizio One Health della Direzione Salute e Welfare della Regione Umbria, Salvatore Macrìche ha presentato risultati concreti e metodologie sperimentate in Umbria per la prevenzione integrata, la sanità veterinaria e la tutela ambientale, collocando la regione come interlocutore operativo nell’arena europea.
Intervento di Salvatore Macrì: pratiche umbre e messaggi chiave
Durante la sessione tecnica dedicata all’integrazione delle strategie sanitarie globali nei contesti formativi e consulenziali locali, Macrì ha descritto un sistema regionale fondato sulla collaborazione quotidiana tra servizi veterinari, sanità pubblica, istituti zooprofilattici e mondo agricolo. In quell’occasione il dirigente ha sottolineato: “La partecipazione a questo importante appuntamento europeo e la condivisione della nostra visione istituzionale”. Ha inoltre ribadito il valore dell’approccio integrato, puntualizzando che “L’Umbria non sia semplicemente un partner di progetto; ma rappresenti un vero e proprio modello operativo a livello internazionale”.
Nel suo intervento sono emerse pratiche concrete: l’adozione di protocolli condivisi per la sorveglianza veterinaria, l’inserimento di competenze trasversali nei corsi di formazione professionalizzante e la promozione di reti locali che coinvolgono istituti di ricerca e scuole. Questi elementi sono stati presentati come componenti di un ecosistema virtuoso finalizzato a rendere le filiere zootecniche più resilienti e capaci di rispondere a minacce sanitarie emergenti.
Partner coinvolti e temi affrontati al Final International Multiplier Event
L’incontro ha riunito rappresentanti della Commissione europeadell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche “Togo Rosati”del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università degli Studi di Perugianonché enti di ricerca e organizzazioni agricole di portata internazionale. Tra i temi discussi sono emersi la necessità di ridefinire i profili professionali del settore agricolo, l’innovazione nella formazione e gli strumenti per gestire la transizione verde.
Nel corso delle sessioni sono stati presentati i risultati dei percorsi pilota promossi da Livet e le esperienze maturate in Umbria, offrendo esempi di come integrare conoscenze veterinarie, sanitarie e ambientali nella formazione tecnica. L’evento ha offerto inoltre uno spazio per confrontare modelli operativi e validare strumenti formativi che possano essere replicati a livello europeo.
Coinvolgimento scientifico e didattico
La partecipazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e dell’Università degli Studi di Perugia ha messo in evidenza il ruolo della ricerca applicata e della didattica nel costruire competenze multidisciplinari. Sono stati illustrati percorsi che integrano attività pratiche sul campo con moduli teorici sulle emergenze sanitarie, con l’obiettivo di formare operatori in grado di operare in contesti complessi e intersettoriali.
Impatto e riconoscimenti per l’Umbria
La presenza della Regione Umbria a Bruxelles è stata letta come un riconoscimento del lavoro svolto sul territorio per consolidare una rete istituzionale e tecnica in grado di affrontare le sfide globali legate alla salute e alla produzione agricola. La partecipazione ufficiale testimonia l’impegno del servizio One Health nella costruzione di un sistema europeo più resiliente e sostenibile.
In termini di visibilità, l’attenzione internazionale rivolta all’evento è testimoniata anche dai numeri di fruizione e interesse: il post che racconta l’esperienza è stato letto 544 volte, segno di una rilevanza crescente per il tema e per il modello umbro nel contesto europeo.
Rilevanza per la formazione professionale
Tra i risultati concreti posti a sistema vi è la definizione di linee guida per nuovi percorsi di qualificazione professionale rivolti a tecnici e consulenti agricoli. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire figure professionali capaci di gestire rischi sanitari e di accompagnare la transizione verso pratiche più sostenibili, attraverso competenze trasversali e aggiornamenti continui.
La partecipazione istituzionale a manifestazioni europee di questo tipo contribuisce a posizionare la regione come interlocutore credibile nella definizione di standard formativi e operativi, favorendo lo scambio di buone pratiche e la replicabilità di modelli locali su scala più ampia.


